Alexander Zverev in caso di approdo in finale agli US Open appaierebbe l'azzurro a quota 7.950 punti nella Race
Jannik Sinner deve iniziare a guardarsi alle spalle. Alexander Zverev, infatti, in caso di approdo in finale agli US Open, appaierebbe l’azzurro a quota 7.950 punti nella Race. Se invece dovesse conquistare il titolo a New York, il tedesco salirebbe a 8.650 punti, arrivando così a ottobre con le maggiori possibilità di chiudere la stagione da numero 1 del mondo.
Il vantaggio di Zverev sarebbe ancora più significativo guardando al ranking effettivo: Sinner dovrà infatti difendere 3.550 punti, mentre il tedesco ne avrà soltanto 1.080. Una differenza che potrebbe pesare nella volata finale, considerando che all’appello mancano ancora i Masters 1000 di Shanghai e Parigi, un paio di tornei ATP 500 e, soprattutto, le ATP Finals di Torino.
Importante annuncio intanto di Jannik Sinner che tramite la sua Fondazione ha firmato un accordo biennale di collaborazione con l’Unicef per sostenere il diritto all’istruzione di quasi 100.000 bambine e bambini che vivono in contesti di crisi umanitarie e conflitti.
“Siamo molto felici della collaborazione con l’UNICEF. Crediamo profondamente nell’importanza di offrire ai bambini, anche nelle situazioni più difficili, opportunità per continuare ad apprendere, crescere e sviluppare le proprie potenzialità – ha dichiarato Christina Tauber, Direttrice della Fondazione Jannik Sinner -. Attraverso i kit dell’UNICEF vogliamo contribuire a creare spazi in cui i bambini possano imparare, giocare e muoversi. Soprattutto nei momenti di crisi, accanto all’istruzione, anche il gioco e l’attività fisica sono fondamentali: regalano ai bambini momenti di serenità, favoriscono il loro benessere psico-fisico e possono aiutarli ad affrontare esperienze particolarmente complesse e traumatiche”.
La partnership con la Fondazione Jannik Sinner ha l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’Unicef di rispondere rapidamente alle emergenze, in particolare per il settore dell’istruzione, attraverso l’allestimento di spazi temporanei per l’apprendimento nelle aree in cui le infrastrutture scolastiche sono state danneggiate o distrutte e rendendo disponibili kit educativi pronti per essere distribuiti anche nelle aree più remote, zone di conflitto e territori colpiti da disastri.