Il campione azzurro è pronto a lasciare Torino, dove ha curato il problema al ginocchio che lo ha costretto al forfait agli US Open.
Dopo giorni di lavoro silenzioso e mirato, Jannik Sinner entra nella seconda fase del suo percorso di recupero: nella giornata di venerdì, infatti, il numero uno al mondo lascerà Torino per raggiungere Monte Carlo, dove comincerà un graduale ritorno al ritmo partita. Si tratta di un segnale importante: l’infortunio al ginocchio destro, che lo ha tenuto fuori da tutta la tournée nordamericana, US Open compresi, è finalmente in via di guarigione.
Nelle ultime settimane Sinner ha seguito un protocollo di recupero molto rigoroso: prima la riduzione dell’infiammazione al J-Medical, poi un ciclo di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, infine una serie di test in campo, anche con la racchetta in mano, per verificare movimenti, appoggi e reazioni del ginocchio. Le sensazioni sono state positive e, dopo il confronto con fisioterapisti e preparatori, è arrivato il via libera per passare alla fase successiva.
Nel Principato, comunque, Sinner ripartirà con un ritmo blando, puntando ad aumentare progressivamente i carichi. Le risposte che il ginocchio darà nei primi giorni potrà confermare la possibilità di giocare l’ATP 500 di Pechino, in programma a inizio ottobre con lo stesso Azzurro campione in carica. Gli organizzatori del torneo sono ottimisti, ma la decisione finale sulla presenza o meno di Jannik Sinner dipenderà esclusivamente da quanto emergerà nel lavoro dei prossimi giorni.
In questo periodo Sinner ha limitato moltissimo le uscite pubbliche, pur non rinunciando a due sue grandi passioni, la Formula 1 e il Milan: è infatti stato a Monza per fare un giro nel paddock durante il weekend del Gran premio d’Italia e ha assistito dal vivo, proprio a Torino (lo Stadium è a due passi dal J-Medical) alla supersfida di campionato fra Juventus e Milan.
Ad attenderlo, ora, c’è Simone Vagnozzi, il suo coach, pronto a reinserirlo nella routine tecnica a Monte Carlo e ad accompagnarlo nella fase decisiva del recupero. L’obiettivo è chiudere al meglio una stagione comunque straordinaria, purtroppo condizionata dal malessere che gli ha impedito di superare il secondo turno al Roland Garros e dai problemi fisici che non gli hanno permesso di giocare altre partite dal 12 luglio, il giorno del suo secondo trionfo in carriera a Wimbledon.