L'ex tennista britannico è molto scettico sull'attuale livello del tennis
L’ex tennista britannico John Lloyd ai microfoni del podcast Inside-In Tennis ha parlato della vittoria di Alexander Zverev agli US Open e di come abbia cambiato gli equilibri al vertice del circuito ATP. “E’ stato indubbiamente un colpo grosso. Negli ultimi due anni lo spettacolo maschile si stava riducendo a una questione tra due soli uomini, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz“.
L’ex finalista degli Australian Open è però molto scettico sull’attuale Top 10 della classifica mondiale: “Ad essere sinceri, per quanto mi riguarda sarò onesto, penso che la top 10 maschile attuale sia una delle più deboli degli ultimi anni. Credo che qualsiasi tennista fuori dalla Top 10 dovrebbe pensare ‘Non c’è motivo per cui io non possa esserci'”.
Secondo Lloyd il livello complessivo resta alto, ma solo grazie ai tre giocatori di vertice: “La Top 10 a parte i primi tre è un po’ scarsa, il gap è evidente”.
Fabio Fognini ha ridimensionato il successo di Zverev sottolineando l’assenza di Sinner e le difficoltà di un Alcaraz rientrato dopo quattro mesi e mezzo di stop, mentre Boris Becker ha difeso strenuamente il suo connazionale: “Trovo certi discorsi inaccettabili. Che colpa ne ha Sascha se Sinner si è infortunato e se Alcaraz è stato fermo per quattro mesi? Lui può battere esclusivamente gli avversari dall’altra parte della rete”. Una posizione condivisa anche da Patrick Mouratoglou, che su LinkedIn ha ricordato come Zverev abbia saputo non arrendersi per anni nonostante il muro rappresentato prima dal Big Three e poi dalla nuova generazione, paragonandone la parabola a quella di Stan Wawrinka.