Jannik Sinner continua a riscrivere i libri dei record
Jannik Sinner continua a riscrivere i libri dei record. Il numero uno del mondo sta vivendo una stagione straordinaria e, numeri alla mano, è già in scia a due autentiche leggende del tennis come Roger Federer e John McEnroe. Il rendimento dell’azzurro nel 2026 è infatti tra i migliori mai registrati nell’era Open e lascia immaginare che altri primati possano cadere da qui alla fine dell’anno. Finora Sinner ha conquistato sei titoli, tra cui cinque Masters 1000 consecutivi e il secondo Wimbledon della carriera, imponendosi in 44 delle 47 partite disputate. Il bilancio parla di appena tre sconfitte e di una percentuale di vittorie del 93,6%, un dato che lo proietta nell’élite assoluta della storia del tennis.
Le uniche battute d’arresto della sua stagione sono arrivate in circostanze molto particolari. Agli Australian Open è stato eliminato in semifinale da Novak Djokovic dopo essere stato avanti di due set a uno, prima di cedere al quinto. A Doha si è fermato nei quarti di finale contro Jakub Mensik, autore di una prestazione eccezionale al servizio con 11 ace e l’82% dei punti vinti con la prima. Infine il Roland Garros, dove un malore fisico lo ha costretto a cedere in cinque set all’argentino Juan Manuel Cerundolo dopo aver dominato per due set e aver avuto un vantaggio di 5-1 nel terzo. Tre sconfitte che non cancellano una stagione fin qui dominante.
Con il suo 93,6% di successi, Sinner occupa già un posto nella top 5 delle migliori stagioni dell’era Open per percentuale di vittorie. Davanti a lui restano soltanto annate entrate nella leggenda. Roger Federer chiuse il 2006 con il 94,8% di vittorie, collezionando 92 successi e appena cinque sconfitte, tra cui quella nella finale del Roland Garros contro Rafael Nadal che gli impedì di completare il Grande Slam. Ancora meglio fece lo svizzero nel 2005, quando raggiunse il 95,3% grazie a 81 vittorie e quattro sole sconfitte, due delle quali arrivate nelle finali Slam contro Marat Safin agli Australian Open e ancora Nadal a Parigi.
Davanti a Federer si colloca Jimmy Connors, che nel 1974 fece registrare un impressionante 95,9%, con 94 vittorie, quattro sconfitte e addirittura 15 titoli conquistati. Il riferimento assoluto resta però John McEnroe. Nel 1984 l’americano firmò una stagione quasi irripetibile, chiudendo con l’incredibile 96,5% di vittorie grazie a un bilancio di 82 successi e appena tre sconfitte. Tra queste, però, c’è ancora oggi una delle finali più dolorose della sua carriera: quella del Roland Garros contro Ivan Lendl, persa al quinto set dopo essere stato avanti di due parziali.
Anche per Sinner il Roland Garros rappresenta ancora una ferita aperta. Ma il cammino del campione italiano dimostra come le grandi stagioni dei fuoriclasse siano spesso accompagnate da una delusione sulla terra battuta di Parigi. La differenza è che il 2026 è ancora lontano dalla conclusione e il numero uno del mondo ha ancora diversi tornei a disposizione per migliorare ulteriormente il proprio rendimento e avvicinare record che, fino a poco tempo fa, sembravano irraggiungibili.