Jannik Sinner, battuta affettuosa per mamma Siglinde

Articolo di Martino Davidi

Il tennista azzurro ha parlato dopo la trionfale domenica di Roma, dove ha vinto per la prima volta gli Internazionali d'Italia

Jannik Sinner, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa sul Canale Nove, ha ripercorso la domenica trionfale che lo ha visto vincere al Foro Italico gli Internazionali d’Italia, il primo tennista azzurro a riuscirci 50 anni dopo Adriano Panatta. Sinner, al sesto Masters 1000 consecutivo vinto, ha fatto un bilancio della sua esperienza a Roma: “Abbiamo vinto insieme, sono state due settimane molto lunghe, toste. Però il pubblico mi ha aiutato tantissimo sin dall’inizio e tutti gli allenamenti erano quasi già come una partita; quindi, sono molto contento di dare qualcosa di positivo a tutti voi, al pubblico. E quindi niente, è stato un torneo incredibile”.

L’altoatesino ha parlato del siparietto con il presidente Sergio Mattarella durante la premiazione: “Ecco, ero e sono ancora sempre emozionato e quindi scambiare due parole anche con lui è stato incredibile. Poi gli piace lo sport ed è la cosa più bella. Lui è già venuto l’anno scorso ed è una cosa che ci fa molto piacere. Lui è simpaticissimo. Poi non sono partito con il piede giusto un po’ di tempo fa”.

Sugli spalti mamma Siglinde è riuscita a restare seduta per tutta la partita con Ruud, a differenza della complicata semifinale con Daniil Medvedev, ma nel finale non è riuscita a nascondere la tensione e si è messa le mani davanti al volto: “Il problema è che io la vedevo dal campo, è difficile – ha detto ridendo il campione -. Ma è già tanto che sia rimasta lì…”.

Lo scambio di battute con Adriano Panatta: “Io personalmente lo conosco veramente poco, abbiamo scambiato due parole ed è stato bello. Mi ha detto che lui viene anche a Parigi, quindi spero di rivederlo lì. Lui è stato contento, e anch’io sono stato contento di conoscerlo un pochettino di più. Poi spero di avere modo di conoscerlo senza tanto pubblico intorno”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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