Jannik Sinner, Adriano Panatta lancia l’allarme: “Rischia molto di più”

Articolo di Andrea Gussoni

"Qualcuno ha intenzione di intervenire e cambiare le cose?".

Il forfait di Jannik Sinner al torneo di Pechino riaccende il dibattito sulle condizioni fisiche del numero uno del mondo, fermo ormai dalla finale di Wimbledon dello scorso 12 luglio. Il rientro dell’azzurro potrebbe slittare fino al Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre, oppure al torneo di Vienna del 24 ottobre. Una pausa che potrebbe quindi arrivare a tre mesi e mezzo.

Sul tema è intervenuto sul Corriere della Sera Adriano Panatta, che ha spostato l’attenzione dal singolo caso di Sinner a una questione più ampia che riguarda l’intero circuito. “Molti si chiedono che cosa abbia Sinner. Ma sarebbe più giusto chiedersi che cosa abbia il tennis”, ha scritto l’ex campione.

Sinner è alle prese con un problema al ginocchio destro, accusato durante un allenamento, e secondo Panatta la scelta di non accelerare il recupero è quella più prudente. “Se Jannik forza i tempi del rientro, rischia molto di più” rispetto ad attendere che il ginocchio abbia recuperato pienamente e che i dolori siano scomparsi.

Per Panatta, però, il problema non riguarda soltanto Sinner. Il calendario sempre più fitto e l’evoluzione del gioco stanno sottoponendo i tennisti a uno stress fisico crescente: “Il tennis non perdona, questo tennis meno che mai», sottolinea Panatta. «Si dice che si giochi troppo, ed è vero, ma è solo una parte del problema”. A incidere, secondo l’ex numero 4 del mondo, è anche la combinazione tra tornei sempre più lunghi e un tennis basato sulla potenza.

“I tornei di due settimane impongono ai migliori di stare sul pezzo per periodi sempre più lunghi, ma è l’abbinamento con un tennis di potenza, giocato con racchette nate per colpire sempre in accelerazione, a tormentare il fisico dei tennisti e produrre un’infinità di lacerazioni. Muscoli, polso, schiena, spalle, e ginocchia naturalmente”.

Panatta cita anche un dato particolarmente significativo: “Gli infortuni, rispetto ai primi del Duemila, sono aumentati del 110 per cento». Da qui la domanda rivolta al mondo del tennis: “Qualcuno ha intenzione di intervenire e cambiare le cose?”.

La conclusione è netta: “Così, con questi ritmi, il tennis non andrà lontano”. E secondo Panatta non è casuale che proprio Sinner e Carlos Alcaraz, due dei principali protagonisti della nuova generazione, abbiano già manifestato l’intenzione di concedersi in futuro pause più lunghe: “Hanno capito che il tennis non cambierà e l’unica strada è quella di cambiare il loro tennis”, conclude Panatta.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

TG SPORT

Articoli correlati