Andy Roddick ha detto la sua sull'ingaggio dell'allenatore svedese: "E' una scelta ovvia, è incredibile come non sia mai stato preso in considerazione"
L’ex numero uno del mondo Andy Roddick ai microfoni del suo podcast ha commentato la scelta di Jannik Sinner di affidarsi a Magnus Norman dopo l’addio di Darren Cahill: “E’ una scelta ovvia, com’è possibile che questo coach non sia sistematicamente il primo nome che viene in mente quando si parla dei migliori strateghi del circuito?”.
“Dovrebbe esserlo e siamo stati degli sciocchi a non pensarci”. Secondo Roddick, Sinner beneficerà dell’arrivo dell’ex coach di Stan Wawrinka e Robin Soderling: “Ha trasformato Soderling in un giocatore capace di battere Rafael Nadal al Roland-Garros, di raggiungere due finali consecutive a Parigi e di diventare un vero incubo per i suoi avversari per tre anni, prima che infortuni e problemi di salute prendessero il sopravvento”.
E poi il lavoro con Stan Wawrinka: “Stan era già un ottimo giocatore. Aveva forse raggiunto la decima posizione nella classifica mondiale, prima di scendere intorno alla trentesima, per poi risalire fino alla venticinquesima posizione, e Norman riuscì a trasformarlo in un campione capace di vincere tre titoli del Grande Slam”.
“E’ chiaramente uno dei migliori coach al mondo, al pari di Cahill e pochi altri. Eppure negli ultimi quindici anni il suo nome è stato raramente menzionato, il che rappresenta una vera ingiustizia”.
Lo stesso Wawrinka, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha promosso la scelta dell’azzurro: “Jannik ha fatto una grande scelta. È già il migliore al mondo, quindi non si tratta di cambiare il suo gioco, anche se continuerà a focalizzarsi sulle linee già tracciate negli ultimi quattro anni”. Secondo lo svizzero, Norman è “molto abile a cogliere i piccoli dettagli e a lavorare sull’aspetto mentale, su come mantenere la calma e la lucidità nei momenti decisivi”. Wawrinka ha aggiunto che il tecnico svedese “porta una prospettiva nuova e una grande esperienza negli Slam” e può aiutare Sinner “a mantenere viva la sua fame di vittorie, la cosa più difficile quando si è al vertice”.