"Jannik ha fatto una grande scelta. È già il migliore al mondo, quindi non si tratta di cambiare il suo gioco, anche se continuerà a focalizzarsi sulle linee già tracciate negli ultimi quattro anni",
La nuova collaborazione tra Jannik Sinner e Magnus Norman incassa anche il parere positivo di Stan Wawrinka. Lo svizzero, tre volte vincitore di tornei del Grande Slam, conosce molto bene le qualità del tecnico svedese, con cui ha vissuto una delle fasi più importanti della propria carriera. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha promosso senza esitazioni la decisione del numero uno azzurro di affidarsi a Norman dopo la conclusione del rapporto con Darren Cahill.
Per Wawrinka si tratta di una scelta particolarmente azzeccata, soprattutto considerando il momento della carriera di Sinner. L’altoatesino è già ai vertici del tennis mondiale e non ha bisogno di rivoluzionare il proprio gioco, ma può ancora lavorare su dettagli che fanno la differenza nelle partite più importanti.
“Jannik ha fatto una grande scelta. È già il migliore al mondo, quindi non si tratta di cambiare il suo gioco, anche se continuerà a focalizzarsi sulle linee già tracciate negli ultimi quattro anni”, ha spiegato lo svizzero. Il valore aggiunto di Norman, secondo Wawrinka, risiede soprattutto nella capacità di intervenire sugli aspetti meno visibili della prestazione: “È molto abile a cogliere i piccoli dettagli e a lavorare sull’aspetto mentale, su come mantenere la calma e la lucidità nei momenti decisivi”.
Un contributo che potrebbe rivelarsi prezioso per arricchire ulteriormente il palmarès di Sinner. “Porta una prospettiva nuova e una grande esperienza negli Slam. Credo possa aiutarlo a continuare a crescere e a mantenere viva la sua fame di vittorie, la cosa più difficile quando si è al vertice”, ha aggiunto Wawrinka.
Lo svizzero può parlare per esperienza diretta. Sotto la guida di Norman ha conquistato tre titoli Slam, trionfando agli Australian Open 2014, al Roland Garros 2015 e agli US Open 2016. Un percorso che gli ha permesso di conoscere da vicino il metodo di lavoro dell’allenatore svedese, apprezzandone soprattutto le capacità umane.