Oltre ai complimenti per la prestazione in semifinale, Boris Becker si concentra sulle similitudini tra Jannik Sinner oggi e Novak Djokovic da giovane.
Jannik Sinner a Wimbledon ha sbalordito Boris Becker. La strepitosa prestazione contro Novak Djokovic ha permesso all’altoatesino di centrare la finale sull’erba di Londra, la seconda di fila dopo quella del 2025. E colui che negli stessi campi è stato il più giovane vincitore di sempre ripetendosi poi altre due volte, ossia il leggendario campione tedesco, ha ammesso di aver visto il suo erede a livelli mai raggiunti nelle ultime settimane.
“Stasera abbiamo visto il miglior Sinner del torneo – ha ammesso Becker senza giri di parole ai microfoni di ‘Sky Sport’ -. Lo abbiamo ritrovato ai livelli di marzo, aprile e maggio quando ha vinto consecutivamente tutti quei Masters 1000. Ma doveva fare così, perché ha affrontato Djokovic che a sua volta era arrivato alla semifinale in maniera grandiosa. Ma Jannik si è preparato bene, in questa partita era come un cavallo che doveva impegnarsi a non saltare troppo in alto”.
Becker si è quindi soffermato sulla strategia di Sinner, oltre che sui motivi per cui il suo blasonato rivale non è riuscito a prendere le contromisure. “Ha iniziato con grande impeto, ha sfruttato l’opportunità di essere più aggressivo del suo avversario e alla fine gli è andata bene. Mi sono comunque piaciuti i primi due set di Djokovic, anche se li ha persi. Chiaro che non ha più 25 anni, ma sta giocando contro sé stesso riflesso allo specchio. Perché Jannik è come Nole quando aveva la sua età. Fa le stesse cose che faceva lui da giovane, anche a metà secondo set ha fatto un piccolo passo indietro che non ha cambiato le sorti della partita. Perché non da un punto di vista fisico, ma a livello tecnico ha un avversario che gioca come faceva lui nel picco della carriera”, è l’autorevolissima opinione dell’ex tennista tedesco.
Sul piano tecnico, il match si è sviluppato in modo simile in tutti e tre i set, con Sinner capace di strappare il servizio a Djokovic nei momenti chiave: il break decisivo è arrivato nel nono game della prima frazione, al settimo nel secondo, mentre nel terzo l’altoatesino ha strappato immediatamente il servizio al serbo al termine di un lunghissimo primo game durato circa nove minuti, con tre palle break annullate da Djokovic prima di cedere. Il match si è concluso in poco meno di due ore e mezza con un netto 6-4, 6-4, 6-4, portando a sette i successi di Sinner in dodici scontri diretti contro il fuoriclasse serbo.
Le prime parole di Sinner dopo la vittoria sono state, significativamente, un omaggio all’avversario appena sconfitto. “Essere di nuovo in finale a Wimbledon è qualcosa di speciale. Ma lo è anche arrivarci dopo aver battuto Novak Djokovic, visto quanto Nole sia di ispirazione per le nuove generazioni dopo tutto ciò che è riuscito a fare nel tennis – ha dichiarato a caldo l’altoatesino -. Contro di lui ho perso in Australia e qui sapevo che sarebbe stata tosta. Bisognava adattarsi, infatti ho cercato di essere aggressivo e di avere efficacia al servizio. Del resto mi trovavo di fronte a colui che risponde meglio in tutto il circuito ATP”. Il riferimento alla sconfitta in Australia riguarda la semifinale degli Australian Open dello scorso gennaio, quando Djokovic si impose in cinque set per 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4.
Tra le armi che hanno fatto la differenza contro Djokovic spicca in particolare il servizio, diventato uno dei punti di forza più evidenti di Sinner in questo torneo. L’azzurro ha messo a segno finora 97 ace complessivi, con una media di 19,4 a partita e oltre l’80% dei punti conquistati quando entra la prima: un’evoluzione straordinaria rispetto al passato, frutto di un lungo lavoro tecnico che ha portato a modificare posizione dei piedi, lancio di palla e varietà delle soluzioni. Non a caso, già alla vigilia della semifinale, Sinner aveva lavorato intensamente proprio su questo aspetto durante la sessione di allenamento del giovedì, svoltasi in un clima torrido con temperature fino a 33 gradi, avvalendosi di due sparring partner schierati a coprire tutto il campo per simulare la mobilità di Djokovic.
Domenica Sinner affronterà in finale Alexander Zverev, che nella prima semifinale di giornata ha battuto in tre set l’idolo di casa Arthur Fery. Per l’altoatesino si tratta della seconda finale consecutiva a Wimbledon: lo scorso anno conquistò il titolo sconfiggendo Carlos Alcaraz con il punteggio di 1-6, 7-6(6), 6-1, 3-6, 6-4, in una delle finali più emozionanti degli ultimi anni. Il murciano, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio patito in primavera, è il grande assente di questa edizione. Sinner va dunque a caccia del bis, forte di una continuità sull’erba londinese che lo ha visto protagonista per il quinto anno consecutivo tra i migliori otto ai Championships.