Boris Becker
Aggiornato Sab 13 Giu 2026 alle 14:00Le ultime notizie su Boris Becker ruotano attorno a un tema centrale: il crollo di Jannik Sinner al Roland Garros 2026, un episodio che ha spinto l’ex campione tedesco a lanciare un vero e proprio campanello d’allarme sull’altoatesino. Le dichiarazioni di Becker, rilasciate in più sedi nelle ultime settimane, offrono uno spaccato lucido e a tratti severo su quello che sta succedendo al numero uno del mondo.
Becker e il mistero del crollo di Sinner a Parigi
Il ritiro di Jannik Sinner a un game dalla vittoria contro Juan Manuel Cerundolo, che gli è costato il Roland Garros 2026 da grande favorito, continua a far discutere. Tra le voci più autorevoli che si sono espresse sull’accaduto c’è proprio quella di Bum Bum, che al Corriere della Sera non ha usato mezzi termini: «Solo lui conosce la verità, ma come osservatore non posso non notare che qui a Parigi non è la prima volta che è stato male e, forse, non l’ultima». L’ex numero uno del mondo ha ricordato di aver già visto Sinner soffrire in semifinale a Roma, in condizioni climatiche tutt’altro che torride, e ha sottolineato come la giustificazione puramente fisica non lo convinca del tutto nel caso parigino: «Al Roland Garros, con Cerundolo, non era torrido. Ecco perché la giustificazione della defaillance fisica, da sola, non mi convince».
La tesi di Becker è che il problema parta dalla testa: «Jannik ha i suoi misteri, ma parte tutto dalla mente: se hai dubbi, non dormi bene e poi giochi male. Forse c’è qualcosa che, mentalmente, lo disturba». Una lettura che il tedesco aveva già anticipato il giorno dopo la sconfitta, ai microfoni di Eurosport: «Non può essere un problema fisico, deve essere mentale. Non sappiamo cosa gli stia succedendo dentro. Quanta pressione si sta mettendo addosso? Ha detto di aver dormito male. Quando si pensa troppo e si è nervosi, è difficile dormire». Le prime analisi di Becker dopo il ko avevano già tracciato questa linea interpretativa, che nelle settimane successive si è fatta più netta.
Va detto che Becker, proprio come Sinner, ha vinto tutti gli altri Slam senza mai conquistare il Roland Garros — dove si è fermato per tre volte in semifinale — e conosce bene il peso psicologico di quella maledizione parigina. Nonostante la delusione, Sinner ha scelto di voltare pagina: dopo gli accertamenti medici al J-Medical di Torino, si è preso qualche giorno di riposo in vista della stagione sull’erba, con Wimbledon come prossimo grande obiettivo.
Il Becker «profeta»: gli elogi prima del Roland Garros e i dubbi sulla tenuta fisica
Ciò che rende ancora più significative le ultime dichiarazioni di Becker è il contrasto con quanto aveva detto appena poche settimane prima. A fine maggio, alla vigilia del Roland Garros, l’ex campione aveva esaltato Sinner paragonandolo a Nadal per la capacità di vincere tre Masters 1000 consecutivi sulla terra — un’impresa riuscita solo al maiorchino — e ne aveva celebrato la mentalità «impareggiabile»: «Il 95% dei giocatori, dopo aver vinto Montecarlo o aver iniziato una striscia come la sua, perderebbe un po’ di focus nel torneo successivo. Jannik, invece, è l’opposto». Eppure, in quello stesso intervento, Becker aveva già inserito un avvertimento: «Quello che sta facendo è quasi disumano, lui non è una macchina. Ha bisogno di tempo per recuperare, fisicamente ed emotivamente». Una previsione che, alla luce di quanto accaduto a Parigi, suona quasi come una profezia.
Il tedesco aveva anche approvato la scelta di saltare i tornei preparatori sull’erba dopo Parigi: «Non importa il risultato: ha bisogno di fermarsi. Se gioca ogni giorno, l’ispirazione cala. Deve continuare ad amare quello che fa, o rischia di non vincere più». Parole che oggi assumono un peso specifico diverso, dopo che il crollo fisico e mentale al Roland Garros ha dato ragione alle sue preoccupazioni sulla gestione del calendario.
Un osservatore scomodo ma sempre lucido
Le ultime novità su Boris Becker confermano il ruolo che l’ex campione si è ritagliato nel panorama tennistico contemporaneo: quello di osservatore scomodo, capace di elogiare senza riserve ma anche di criticare con franchezza quando lo ritiene necessario. Non è la prima volta che Becker si espone su Sinner con giudizi che vanno controcorrente rispetto al sentiment generale. Dopo la finale degli US Open 2025, vinta da Carlos Alcaraz, aveva definito il gioco dell’altoatesino «un po’ stagnante», in netto contrasto con i toni entusiastici usati dopo il trionfo a Wimbledon dello stesso anno.
Quello che emerge dal quadro complessivo delle sue dichiarazioni più recenti è una visione articolata: Becker crede profondamente nel talento e nella mentalità di Sinner, lo considera un Djokovic 2.0 per stile di gioco e continuità di rendimento, ma non chiude gli occhi davanti ai segnali di allarme. Il crollo parigino, secondo lui, non è un incidente isolato ma parte di un pattern che merita attenzione. Sinner, dal canto suo, ha dimostrato in passato di saper rispondere alle critiche nel modo migliore: con i risultati sul campo. L’appuntamento con Wimbledon, torneo che ha già vinto nel 2025 battendo Alcaraz in rimonta, sarà il primo banco di prova per capire se l’altoatesino ha davvero lasciato alle spalle i fantasmi di Parigi.