Jannik Sinner in finale, ma le sue prime parole sono per Novak Djokovic

Articolo di Marco Enzo Venturini

Dopo averlo battuto in tre set nella semifinale di Wimbledon, Jannik Sinner parla chiaro su Novak Djokovic, ma anche sui suoi problemi di inizio torneo.

Jannik Sinner in finale a Wimbledon anche nel 2026, dopo una strepitosa vittoria in tre set nientemeno che contro Novak Djokovic. Ma le prime parole del fenomenale altoatesino dopo il 6-4, 6-4, 6-4 rifilato al blasonato collega sono di grande stima nei suoi confronti. Ma una riflessione va anche ai problemi riscontrati nelle sue primissime partite disputate quest’anno sull’erba di Londra.

“Essere di nuovo in finale a Wimbledon è qualcosa di speciale. Ma lo è anche arrivarci dopo aver battuto Novak Djokovic, visto quanto Nole sia di ispirazione per le nuove generazioni dopo tutto ciò che è riuscito a fare nel tennis – ha dichiarato a caldo Sinner -. Contro di lui ho perso in Australia e qui sapevo che sarebbe stata tosta. Bisognava adattarsi, infatti ho cercato di essere aggressivo e di avere efficacia al servizio. Del resto mi trovavo di fronte a colui che risponde meglio in tutto il circuito ATP”.

“Sono riuscito a trovare la giusta amalgama e sono felice di com’è andata stasera con Djokovic. Anche perché a inizio torneo ho faticato qui a Wimbledon, l’erba cambia tanto ed è sempre fondamentale adattarsi. Mi hanno messo nella migliore posizione possibile, poi bene il fatto che io sia riuscito ad alzare il livello. Sono felice di essere di nuovo in finale, un po’ surreale farlo davanti a tante stelle della moda. Ma sono un tennista, devo mettere la palla in campo”, ha concluso Sinner.

Con questo risultato, Sinner porta a sette i successi in dodici scontri diretti contro Djokovic, vendicando al contempo la sconfitta subita in semifinale agli Australian Open dello scorso gennaio, quando il serbo si impose in cinque set per 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. Sul piano tecnico, il match si è sviluppato in modo simile in tutti e tre i set: il break decisivo è arrivato nel nono game della prima frazione, al settimo nel secondo, mentre nel terzo Sinner ha strappato immediatamente il servizio a Djokovic al termine di un lunghissimo primo game durato circa nove minuti, con tre palle break annullate dal serbo prima di cedere. Djokovic ha avuto il merito di provarci fino alla fine, ma l’altoatesino non gli ha lasciato scampo, chiudendo il match in poco meno di due ore e mezza.

Il cammino di Sinner verso la finale non era stato privo di ostacoli. Già dopo il successo nei quarti di finale contro Jan-Lennard Struff, l’altoatesino aveva ammesso le difficoltà incontrate nelle prime fasi del torneo: “È stata molto dura con Struff, ha iniziato meglio di me, ero un po’ in difficoltà, poi sono entrato in partita e ho servito meglio. Sono rimasto lì mentalmente e sono contento di essere tornato in semifinale”. Un percorso di crescita progressiva, dunque, che ha trovato il suo apice proprio nella serata di oggi contro il sette volte campione di Wimbledon.

Tra le armi che hanno fatto la differenza contro Djokovic spicca in particolare il servizio, diventato uno dei punti di forza più evidenti di Sinner in questo torneo. L’azzurro ha messo a segno finora 97 ace complessivi, con una media di 19,4 a partita e oltre l’80% dei punti conquistati quando entra la prima: un’evoluzione straordinaria rispetto al passato, frutto di un lungo lavoro tecnico che ha portato a modificare posizione dei piedi, lancio di palla e varietà delle soluzioni. Non a caso, già alla vigilia della semifinale, Sinner aveva lavorato intensamente proprio su questo aspetto durante la sessione di allenamento del giovedì, svoltasi in un clima torrido con temperature fino a 33 gradi.

Domenica Sinner affronterà in finale Alexander Zverev, che nella prima semifinale di giornata ha battuto in tre set l’idolo di casa Arthur Fery. Per l’altoatesino si tratta della seconda finale consecutiva a Wimbledon: lo scorso anno conquistò il titolo sconfiggendo Carlos Alcaraz con il punteggio di 1-6, 7-6(6), 6-1, 3-6, 6-4, in una delle finali più emozionanti degli ultimi anni. Il murciano, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio patito in primavera, è il grande assente di questa edizione. Sinner va dunque a caccia del bis, forte di una continuità sull’erba londinese che lo ha visto protagonista per il quinto anno consecutivo tra i migliori otto ai Championships.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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