“Ha messo in ombra gli altri”, la frase su Jannik Sinner scatena il caos sui social

Articolo di Aldo Seghedoni

"La sua eliminazione al Roland Garros ha avuto un effetto particolare" ha analizzato Paolo Bertolucci.

Attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, Paolo Bertolucci ha analizzato la situazione al Roland Garros dopo la dolorosa eliminazione di Jannik Sinner dovuta ai problemi fisici accusati nel match contro Juan Manuel Cerundolo: “C’è ancora tanta Italia al Roland Garros. E forse è proprio questa la notizia più bella dopo la delusione per l’uscita di Jannik Sinner e per l’assenza di Lorenzo Musetti. Parigi continua a parlare italiano, e lo fa attraverso i tre giocatori che ieri hanno raggiunto gli ottavi di finale del Roland Garros: Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi”.

La leggenda della racchetta ha poi sentenziato: “Sinner ha aperto una strada, dimostrato ai più giovani che certi traguardi non erano più un sogno ma un obiettivo concreto. Con le sue vittorie straordinarie ha cambiato la percezione del tennis italiano. Ma, inevitabilmente, la sua luce abbagliante ha finito anche per mettere parzialmente in ombra chi gli stava accanto”. L’ultima frase ha rapidamente fatto il giro del web e molti sostenitori del fuoriclasse altoatesino non hanno gradito l’uscita di Bertolucci.

“In un passato anche recente risultati ottenuti da giocatori come Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli sarebbero stati accolti come qualcosa di eccezionale. Oggi, invece, sembra che una Top 10 o la vittoria di un torneo che non sia almeno un Masters 1000, sia quasi normale. Come se arrivare nella seconda settimana di uno Slam fosse routine. Ma routine non è. Anzi, è qualcosa di rarissimo e prezioso. L’eliminazione dolorosa di Sinner, però, ha avuto un effetto particolare. È come se avesse chiuso il grande ombrello sotto il quale tutti si erano abituati a stare. Ora si sono accesi i riflettori su Cobolli, Berrettini e Arnaldi e il pubblico italiano è pronto a spingerli e tifare come ha fatto ieri, nelle battaglie in cinque set dei due Matteo, entrambi ritrovati” ha poi analizzato Bertolucci.

“La verità è che questo Roland Garros sta raccontando un’Italia diversa. Un’Italia che non vive soltanto di Sinner, pur restando lui il riferimento assoluto del movimento. Un’Italia profonda, ricca, competitiva. Un gruppo di giocatori che, quando il numero uno non c’è o esce di scena, non si nasconde ma si prende la responsabilità di andare avanti. E in un torneo che si è fatto improvvisamente più democratico, tutti sentono di avere una chance. E l’Italia c’è”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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