Conquistando l'ATP 500 Dubai grazie al forfait in finale di Tallon Griekspoor, il russo ha agguantato l'azzurro in una speciale classifica.
Daniil Medvedev ha conquistato il torneo ATP 500 di Dubai approfittando del forfait di Tallon Griekspoor, cche non è nemmeno riuscito a scendere in campo a causa di un infortunio al bicipite femorale sinistro. L’olandese si era procurato il problema fisico durante la semifinale vinta contro Andrey Rublev, dopo una scivolata: pur riuscendo a chiudere il match in due set, non è riuscito a recuperare in tempo per presentarsi in campo per la finale, consegnando così il trofeo al russo.
Per Medvedev si tratta del titolo numero 23 a livello di circuito maggiore, il numero 21 sul cemento: raggiunto, nella speciale classifica, Jannik Sinner, mentre Novak Djokovic resta al momento irraggiungibile a quota 72. Per Medvedev, poi, quello di Dubai è il secondo torneo vinto nel 2026 dopo quello di Brisbane, sempre sul cemento, a gennaio. È anche la prima volta che il trentenne moscovita vince due volte lo stesso torneo, avendo già trionfato a Dubai nel 2023 (battendo il connazionale Rublev 6-2, 6-2).
Per quel che riguarda il ranking ATP, Medvedev guadagnerà 400 punti al prossimo aggiornamento di lunedì, restando ancora in undicesima posizione ma avvicinandosi sensibilmente alla Top 10: Alexander Bublik, infatti, disterà appena 45 punti. Medvedev manca dall’elenco dei primi dieci al mondo dallo scorso giugno, a causa di diversi problemi fisici e di più di un risultato altalenante. Proprio le modalità di assegnazione dei punti, tra l’altro, erano finite nel mirino di Medvedev, che nei giorni scorsi aveva avanzato una proposta assai particolare.
Secondo Medvedev, un modo per venire incontro alle esigenze fisiche e logistiche dei tennisti sarebbe quello di limitare l’assegnazione dei punti solo dopo Slam e Masters 1000, togliendo così ai big l’onere di doversi presentare per forza ai tornei ATP 500 e 250, con la conseguenza di una minor esposizione, a detta del russo, al logoramento fisico e mentale.
Lo stesso tennista classe 1996, però, si era anche detto consapevole che la rivoluzione da lui auspicata è molto difficile: “Sarebbe l’unico modo per rendere il Tour sostenibile ma non succederà mai – le sue parole -, perché ci sono accordi economici, anche importanti, fra gli organizzatori dei tornei e l’ATP”.