Carlos Alcaraz, piovono critiche: Toni Nadal mette il dito nella piaga

Articolo di Nicola Lama

Lo zio ed ex allenatore di Rafa Nadal è intervenuto sulla polemica accesa dal murciano dopo l'eliminazione a Shanghai.

L’eliminazione di Carlos Alcaraz al Masters 1000 di Shanghai continua a far discutere soprattutto per l’atteggiamento del murciano, sconfitto a sorpresa da Zizou Bergs in due set, che nel corso del match ha mostrato tutta la propria frustrazione per le condizioni di gioco, prendendo di mira soprattutto le palline utilizzate nel torneo e rivolgendosi più volte al proprio angolo per manifestare il disagio che stava vivendo in campo.

Almeno secondo le sue impressioni, sarebbe stato quello il problema principale che gli ha impedito di trovare continuità e fiducia nei colpi da fondo campo. Le difficoltà tecniche e mentali si sono poi riflesse sul risultato. Alcaraz non è mai riuscito a trovare il ritmo abituale contro un Bergs molto efficace al servizio e particolarmente solido nei momenti chiave dell’incontro, finendo per salutare anzitempo il torneo cinese.

Le lamentele sulle palline non rappresentano certo una novità nel circuito ATP: negli ultimi anni diversi giocatori hanno evidenziato problemi legati alla qualità e alla consistenza del materiale utilizzato nei vari tornei. Tuttavia, c’è anche chi ritiene che queste spiegazioni rischino di trasformarsi in pericolosi alibi. Tra questi c’è Toni Nadal, zio e storico allenatore di Rafa Nadal, il cui punto di vista è tornato d’attualità proprio dopo lo sfogo di Alcaraz. L’ex coach maiorchino ha infatti raccontato un episodio risalente agli anni in cui seguiva quotidianamente il nipote.

Come raccontato da Toni Nadal a Sport Tv Portugal, anche Rafa attraversò una fase molto simile durante un’edizione degli US Open. Il campione spagnolo era convinto che le palline utilizzate nel torneo non gli consentissero di imprimere il consueto top spin ai suoi colpi e continuava a lamentarsene giorno dopo giorno. “Ogni volta che andavamo ad allenarci mi ripeteva che quelle palline non funzionavano e che non riusciva a dare la rotazione che voleva alla palla”.

Dopo aver ascoltato le stesse osservazioni per giorni, Toni Nadal decise di interrompere bruscamente la discussione. “Gli dissi che la soluzione era semplice: perdere e tornare a Maiorca. Lì le palline avrebbero ripreso magicamente lo spin che voleva lui”. Qualche settimana più tardi Rafael Nadal conquistò il torneo di Pechino e Toni gli chiese quale marca di palline fosse stata utilizzata in Cina.

La risposta fu illuminante: a Pechino erano state utilizzate le stesse identiche palline che Nadal aveva criticato duramente agli US Open. A quel punto Toni colse l’occasione per ribadire la propria filosofia: il problema, più che nelle palline, era da riscontrare nel modo in cui un giocatore affrontava le difficoltà.

Con questo aneddoto, Toni Nadal ha tirato una frecciata non da poco ad Alcaraz, ribadendo che un grande campione deve dattarsi alle situazioni difficili invece di concentrarsi sugli elementi esterni. Una lezione che ha accompagnato Rafa Nadal per tutta la carriera e che oggi torna al centro del dibattito dopo l’ennesima polemica sulle palline nel circuito ATP.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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