Fanno discutere le parole di Naomi Broady dopo la stoccata all'ATP da parte del murciano a margine del ko di Shanghai.
Carlos Alcaraz è ancora al centro del dibattito nel mondo del tennis dopo la clamorosa eliminazione al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai. Lo spagnolo, che in questa stagione è stato fermo quattro mesi e mezzo per un infortunio al polso che lo ha costretto a saltare anche Roland Garros e Wimbledon, dopo il ko in Cina è tornato a esprimere le proprie preoccupazioni riguardo al calendario sempre più fitto del circuito ATP.
Un tema, fra l’altro, tornato d’attualità dopo l’annuncio di Jannik Sinner, che ha deciso di chiudere anticipatamente la propria stagione 2026. Alcaraz, nello specifico, ha infatti puntato il dito contro l’eccessivo numero di impegni richiesti ai giocatori: secondo il campione murciano, una delle principali cause dei numerosi infortuni che colpiscono il circuito sarebbe proprio la mole crescente di tornei e partite imposta dal calendario.
Pur raccogliendo numerosi consensi tra colleghi e addetti ai lavori, le parole di Alcaraz non hanno convinto tutti. Tra le voci più critiche c’è infatti quella dell’ex tennista britannica Naomi Broady, opinionista per Sky Sports Uk: “Faccio fatica a essere particolarmente sensibile a questo argomento quando poi partecipi alla Six Kings Slam, alla Laver Cup e ad altre esibizioni organizzate durante l’anno” ha detto, senza mezzi termini.
L’ex giocatrice inglese ha comunque riconosciuto come la questione sia complessa e presenti diverse sfaccettature. Secondo Broady, i big del circuito non dovrebbero essere obbligati a disputare ogni singolo torneo della stagione, anche se la loro assenza può avere ripercussioni economiche e sportive sull’intero movimento. La sua posizione è stata però molto netta nella conclusione: “Non ti piace il calendario? Fermati per una settimana”.
Il tema, comunque, continua a dividere tifosi e addetti ai lavori, oltre che giocatori del presente e del passato. Da una parte c’è chi ritiene che il calendario ATP sia diventato eccessivamente pesante e che i frequenti infortuni ne siano la prova; dall’altra, invece, c’è chi ricorda come molti dei principali protagonisti del circuito scelgano comunque di aggiungere al programma ufficiale lucrative esibizioni extra. E sullo sfondo resta anche il caso di Jannik Sinner, la cui decisione di fermarsi in anticipo ha riportato con forza la questione al centro della scena.