Carlos Alcaraz contro Jannik Sinner: a chi porterà fortuna il numero 17?

Articolo di Martino Davidi

I precedenti parlano chiaro: 16 sfide ufficiali, con lo spagnolo, attuale numero 1 al mondo, avanti 10-6 sull'altoatesino.

Il duello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è diventato, in pochi anni, la rivalità che meglio racconta il presente e il futuro del tennis mondiale. I precedenti parlano chiaro: 16 sfide ufficiali, con Alcaraz avanti 10-6. Ma il dato più interessante non è solo il punteggio complessivo. È il modo in cui questo confronto è cresciuto, cambiando superficie, contesto e peso specifico, fino a trasformarsi in una sfida totale.

La prima scintilla arriva a Parigi-Bercy, il 3 novembre 2021. Al secondo turno del Paris Masters, Alcaraz si impone in due set tirati, 7-6 7-5. È ancora l’inizio di tutto, ma già si intravede il filo conduttore della rivalità: equilibrio, accelerazioni improvvise, punti giocati sempre al limite. Da lì in avanti, il confronto prende quota e si sposta sui grandi palcoscenici.

Nel 2022 arrivano tre partite che definiscono subito lo spessore del faccia a faccia. A Wimbledon Sinner domina gli ottavi in quattro set, mostrando una superiorità netta per lunghi tratti. Poche settimane dopo, a Umago, l’azzurro si prende anche la finale sulla terra, confermando di poter reggere il ritmo e la varietà dello spagnolo anche su una superficie meno immediata per il suo tennis. Poi arriva la notte dello US Open, probabilmente uno dei capitoli più iconici della rivalità: cinque ore e diciotto minuti, quarti di finale, vittoria di Alcaraz in cinque set dopo una battaglia feroce. È la partita che consegna il loro duello a una dimensione superiore.

Nel 2023 l’equilibrio resta perfetto. Alcaraz vince la semifinale di Indian Wells, Sinner risponde a Miami e poi si ripete a Pechino. In quel momento il bilancio si assesta sul 4-3 per l’italiano, segno di una rivalità apertissima, in cui nessuno riesce davvero a prendere il largo. Ogni partita sembra una correzione della precedente: quando uno dà l’impressione di aver trovato la chiave, l’altro torna subito a rimettere tutto in discussione.

Il 2024 segna una nuova svolta. Alcaraz vince ancora a Indian Wells e soprattutto si impone nella semifinale del Roland Garros, in cinque set, in una sfida durissima che pesa non solo per il risultato ma per il contesto. Sinner regge, lotta, porta il match fino in fondo, ma è lo spagnolo a uscire meglio dai momenti decisivi. Da lì in avanti, Alcaraz costruisce un vantaggio più consistente anche grazie al successo nella finale di Pechino, altra partita equilibrata e decisa da pochi dettagli.

Il 2025 è l’anno in cui la rivalità esplode definitivamente anche sul piano simbolico. Alcaraz vince la finale degli Internazionali d’Italia a Roma e poi firma un’altra impresa al Roland Garros, questa volta in una finale-monstre da 5 ore e 29 minuti, una delle partite più drammatiche e pesanti del loro confronto. Sinner però non si piega. A Wimbledon si prende la rivincita più bella, battendo Alcaraz in finale in quattro set e conquistando uno dei successi più significativi del suo percorso. È una risposta da campione, arrivata sul palcoscenico più prestigioso.

Lo spagnolo, però, rilancia ancora nella parte finale della stagione. Vince la finale di Cincinnati, interrotta dal ritiro di Sinner, e poi si prende anche la finale dello US Open in quattro set. Sinner riesce comunque a chiudere l’anno con un segnale forte, battendo Alcaraz nella finale delle ATP Finals di Torino: un successo importante, davanti al pubblico di casa, che rende meno pesante il bilancio complessivo e ribadisce che la sfida è tutt’altro che chiusa.

A rendere speciale questa rivalità non è soltanto il livello tecnico. È la sua completezza. Sinner e Alcaraz si sono affrontati sul cemento, sull’erba e sulla terra rossa. Hanno giocato nei Masters 1000, negli Slam e alle Finals. Si sono incrociati nei primi turni, nelle semifinali e nelle finali. Hanno dato vita a partite brevi e a maratone estenuanti. Hanno vinto entrambi sui campi più importanti del mondo. In altre parole, non manca nulla.

 

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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