Dopo il malore di Parigi, Jannik Sinner ha inquadrato in maniera molto chiara le sue prossime tappe con obiettivo finale Wimbledon.
Jannik Sinner è a Monte Carlo, con l’obiettivo di dimenticare una volta per tutte il Roland Garros e presentarsi al massimo livello possibile a Wimbledon. L’altoatesino era già stato “pizzicato” in Vespa insieme alla compagna Laila Hasanovic sulle strade del Principato, e qui trascorrerà almeno una decina di giorni. L’obiettivo è eliminare tutte le tossine fisiche e anche psicologiche prima di tornare al lavoro e rimettere nel mirino i suoi prossimi obiettivi nel grande tennis.
Il Roland Garros ha rappresentato il picco del crollo psicofisico di Sinner, che già da tempo denunciava una crescente stanchezza che a Parigi è deflagrata nel malore accusato in campo contro Juan Manuel Cerundolo. Dal punto di vista medico faranno chiarezza i controlli specialistici cui il campione azzurro si sottoporrà al J Medical di Torino, dal punto di vista mentale lui stesso ha precisato di avere bisogno di smaltire lo stress anche fisico figlio dei cinque Masters 1000 vinti di fila. Lo farà a Monte Carlo, ora sappiamo anche per quanto tempo ha deciso di fermarsi completamente.
La pausa dovrebbe protrarsi almeno fino all’8 giugno. Successivamente il numero uno del ranking mondiale inizierà la preparazione specifica sull’erba, superficie sulla quale nel 2025 aveva scritto una pagina storica conquistando il titolo a Wimbledon, torneo che si apre il 29 giugno e che l’altoatesino affronterà da campione in carica. Una scelta, quella di saltare i tornei preparatori di Halle e del Queen’s, che conferma la volontà di gestire con estrema attenzione le energie in vista dell’appuntamento più prestigioso della stagione estiva.
Un retroscena significativo era già emerso nelle settimane precedenti al crollo parigino: durante il Masters 1000 di Madrid, Sinner si era rivolto a un fisioterapista confidando una frase eloquente sul livello di stanchezza accumulato — “Sono morto” — parole che raccontano meglio di qualsiasi statistica l’intensità dei mesi vissuti dal campione azzurro e che oggi assumono un valore quasi profetico rispetto a quanto accaduto poi a Parigi.
Sul fronte delle interpretazioni, il dibattito nel mondo del tennis non si è placato. Boris Becker ha avanzato l’ipotesi di un problema di natura mentale, ma Matteo Berrettini — che a Parigi ha vendicato l’amico battendo proprio Cerundolo per 6-3, 7-6, 7-6 e raggiungendo i quarti di finale — ha respinto con decisione questa lettura: “Jannik ha dimostrato milioni di volte di essere un campione che sta facendo la storia del tennis, non solo di quello italiano. Non credo che si sia bloccato per la paura di stare male”. Una voce autorevole anche quella di Pat Cash, che ha liquidato i catastrofisti con altrettanta fermezza: “Parliamo comunque di un giocatore che sta avendo una stagione incredibile. Sono certo che troverà le soluzioni a queste sfide perché è un grande giocatore”.
Al fianco di Sinner in questo momento di recupero c’è naturalmente Laila Hasanovic, la compagna danese che nelle ultime settimane era stata una presenza costante e preziosa: in tribuna al Foro Italico per la sofferta semifinale contro Medvedev e poi per la finale vinta su Ruud, quella che aveva consegnato a Jannik il suo sesto Masters 1000 consecutivo e il completamento del Career Golden Masters, rendendolo il primo italiano a trionfare agli Internazionali d’Italia dopo Adriano Panatta nel 1976. Ora, mentre il Principato si prepara ad accogliere il Gran Premio di Formula 1, i due si godono insieme una meritata pausa, con Sinner che — come lui stesso ha ammesso — ha bisogno di ricaricare le batterie prima di tornare a caccia di nuovi traguardi.