Anche Daniil Medvedev a difesa di Jannik Sinner: “Posso capirlo”

Articolo di Marco Enzo Venturini

Avversario di tante battaglie, Daniil Medvedev interviene sulla decisione di Jannik Sinner che alcuni detrattori avevano contestato.

Jannik Sinner assente a Montreal ha attirato l’attenzione di colleghi e rivali. E dopo Alexander Zverev, anche Daniil Medvedev ha rotto il silenzio per difendere la decisione dell’altoatesino di non prendere parte al Canada Open. Dal russo, uno degli avversari per antonomasia dell’attuale numero 1 del ranking ATP, lo ha anzi pienamente giustificato per la scelta di alleggerire un calendario personale che ripartirà da Cincinnati ma che già vede gli US Open come prossima data cerchiata in rosso.

“Il fatto che Sinner abbia deciso di non presentarsi a Montreal è comprensibile – sono state le parole di Medvedev riportate da ‘Il Messaggero’ -. Posso capirlo, quando si vince non è mai facile. Poi quando per diverso tempo si giocano tanti tornei consecutivi il tempo a disposizione è davvero poco. Tanto più se si è reduci dalla vittoria di Wimbledon. Jannik ora ha un grande obiettivo, gli US Open. Quindi ha deciso di saltare il Canada Open per prepararsi al suo obiettivo principale, e lo farà nel migliore dei modi”.

Come detto è sulla stessa lunghezza d’onda anche Alexander Zverev, che da Montreal ha commentato l’assenza dell’azzurro con parole di comprensione, pur avendo scelto una strada diversa per sé: “Lo capisco perfettamente. Penso che per essere in ottima forma, alcuni giocatori abbiano bisogno di giocare più tornei, mentre altri ne abbiano bisogno di giocare di meno”. Il tedesco ha poi allargato la riflessione al contesto generale, sottolineando come non sia una novità: “Credo che sia il secondo o il terzo anno di fila che non ci sono Alcaraz, Sinner e Djokovic e che sia semplicemente una conseguenza del torneo Masters di due settimane”.

Zverev ne ha approfittato anche per tornare sulla finale di Wimbledon persa contro Sinner, con una lucidità disarmante: “Non è un bene che io continui a perdere contro lo stesso avversario, ma penso che dimostri che eravamo i due giocatori più costanti del circuito quest’anno. Volevo vincere a Wimbledon, volevo vincere la finale, ma alla fine ho affrontato un avversario che sa come giocare in questi momenti e ha giocato una partita fenomenale”. Nonostante le sconfitte, il tedesco si dice più motivato che mai: “Il numero uno è un obiettivo. Penso che giocare il miglior tennis possibile debba sempre essere l’obiettivo numero uno, perché poi i risultati arriveranno di conseguenza”.

A difendere la scelta di Sinner si è aggiunto anche Rick Macci, leggendario coach americano, con parole che suonano quasi come una profezia: “Sinner è un vincente perché gli atleti conoscono il proprio corpo meglio di chiunque. Gli Slam sono il torneo più importante e prepararsi per New York è la tappa più importante. Per essere al meglio, la parola magica è riposo”. Macci si è poi spinto oltre, tracciando un futuro radioso per l’azzurro: “Io credo che senza infortuni finirà la sua carriera con più di 20 Slam in tasca”.

Nel frattempo Sinner ha completato ogni passaggio della sua preparazione con la consueta meticolosità. Lo scorso 1° agosto si è presentato al J-Medical di Torino per una seconda serie di controlli di routine supervisionati dal dottor Luca Semperboni, a quindici giorni dalla prima visita effettuata subito dopo il trionfo di Wimbledon. Nessun allarme: si tratta di un monitoraggio pianificato, che rientra nel percorso avviato dopo il malore accusato al Roland Garros e che ha portato lo staff medico, con l’equipe del professor Zangrillo al San Raffaele di Milano, a tracciare linee guida precise su gestione del caldo, alimentazione, idratazione e carichi di lavoro.

Il conto alla rovescia è dunque ufficialmente iniziato: Sinner partirà domenica 9 agosto per Cincinnati, dove la sua partecipazione al Masters 1000 è confermata, prima di volare a New York per gli US Open, al via il 30 agosto. A Flushing Meadows l’azzurro ha già scritto pagine importanti: nel 2024 conquistò il titolo battendo Taylor Fritz in finale, nel 2025 tornò a giocarsi il trofeo perdendolo contro Carlos Alcaraz. Stavolta punta al sesto Slam in carriera, con un piano di lavoro definito, una condizione monitorata nei minimi dettagli e la consapevolezza di chi sa esattamente quando e come dare il meglio di sé.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

TG SPORT

Articoli correlati