Portogallo

Aggiornato Mar 20 Ott 2026 alle 08:23

Le ultime notizie sul Portogallo ruotano ancora attorno alla frattura tra Cristiano Ronaldo e il ct Jorge Jesus. Il caso ha tenuto la nazionale al centro del dibattito per tutta la finestra di Nations League, e le novità più recenti arrivano dal lungo comunicato del capitano e dalle reazioni che ne sono seguite.

Il comunicato di Ronaldo: scuse, ma senza fare un passo indietro sulle accuse

Nelle news dei primi giorni di ottobre Cristiano Ronaldo ha rotto il silenzio con un messaggio su Instagram. Il suo racconto parte dal piano che Jesus gli avrebbe presentato per il raduno: giocare la prima e l’ultima partita, con tre o quattro cambi a gara per gestire i carichi fisici. Il giorno della sfida con la Norvegia, a pranzo, il tecnico gli avrebbe chiesto se fosse pronto a giocare trenta minuti. Ronaldo, che aveva un programma di recupero diverso, ha risposto di sì e si è scaldato dall’intervallo, ma non è mai stato chiamato in campo. «L’allenatore si è rimangiato la parola data», ha scritto.

Secondo il capitano, quarantotto ore dopo c’è stato un confronto franco in cui il ct si sarebbe impegnato a ripetere pubblicamente la stessa versione in conferenza stampa. A suo dire, però, l’atteggiamento mostrato davanti ai giornalisti non aveva nulla a che fare con quell’incontro. Da qui la decisione di lasciare il ritiro. Ronaldo si è comunque scusato con i compagni e con il popolo portoghese, ammettendo di non avere avuto ragione ad andarsene. Ha detto di accettare una sanzione dalla Federazione e ha precisato che il ruolo di capitano costituisce un’aggravante. Il regolamento federale, ricordato da A Bola, prevede per chi abbandona un’attività della nazionale una sospensione da uno a sei mesi.

La tensione era esplosa dopo le parole di Jesus alla vigilia della gara con la Danimarca: «Nessun giocatore mi farà mai cambiare idea». Poi era arrivata la fuga dal Parken di Copenaghen, nonostante il tentativo di fermarlo da parte dello stesso ct e del presidente federale Pedro Proença.

La risposta di Jesus e il fronte dei sostenitori di CR7

Il commissario tecnico ha cercato di abbassare i toni. Il 5 ottobre aveva respinto l’idea di dover chiedere scusa: a suo giudizio il nodo era il riscaldamento senza ingresso, e a Ronaldo aveva fatto sapere che la porta della nazionale restava aperta. Il giorno dopo ha parlato di «malinteso» e ha rimesso la scelta nelle mani del giocatore: se starà giocando con l’Al-Nassr, sarà nella prossima lista. Jesus si è detto convinto che Ronaldo non possa chiudere con la maglia lusitana subito dopo l’eliminazione al Mondiale, e che meriti un congedo diverso. Alla vicenda si era interessato anche il primo ministro Luís Montenegro, nel tentativo di favorire una mediazione.

Dopo il comunicato, il tono del tecnico è diventato più ironico. Ha dichiarato di aver letto la nota e di andare «in Federazione a lavorare, pensando alla Nazionale». Nel frattempo l’ex stella brasiliana Romario ha preso apertamente le parti di CR7 al «Charla Podcast»: per lui Jesus non ha rispettato i patti e Ronaldo avrebbe fatto bene a dirgli quello che pensava prima di andare via. Una posizione opposta a quella del francese Bixente Lizarazu, che a Telefoot aveva criticato tutte le parti in causa (Federazione, ct e giocatore) e aveva avvertito Ronaldo del rischio di finire nel «cimitero degli elefanti».

Anche l’entourage del giocatore ha fatto sentire la sua voce. La sorella Elma Aveiro ha attaccato stampa, organizzazione e tifosi. La compagna Georgina Rodríguez ha pubblicato un post contro Jesus basato su una frase attribuita per errore ad Alex Ferguson, poi cancellato ma finito in viralità. A Lisbona è comparso un cartellone in cui si ringrazia Ronaldo e si accusa il ct di «ego smisurato», mentre all’arrivo a Porto la squadra è stata accompagnata dalla polizia tra i fischi dei tifosi contro Jesus.

Il campo dice altro: vittorie, nuovi protagonisti e un 7 ingombrante

Paradossalmente, sul terreno di gioco il Portogallo non ha rallentato. Ha chiuso la finestra con quattro successi su quattro in Nations League, ottenendo per primo la qualificazione ai quarti. Nel 4-2 alla Danimarca hanno segnato Cancelo, Gonçalo Ramos, Vitinha e João Félix. Ramos, attaccante del Milan, aveva già deciso con una rete il 2-1 sulla Norvegia e ha preso il posto del capitano nell’attacco della nazionale. Di conseguenza è finito nel mirino di alcuni tifosi di Ronaldo, che hanno invaso di commenti il profilo social della moglie.

Rafael Leão ha indossato per la prima volta la storica maglia numero 7: 63 minuti, un’occasione creata e il 90% di passaggi riusciti, ma poche accelerazioni. Il confronto con l’eredità di CR7 resterà inevitabile. La partita ha avuto poi un epilogo discusso: il danese Højlund, autore di un gol festeggiato con il «Sium», ha rifiutato la stretta di mano a Jesus e lo ha spintonato, scatenando polemiche.

Lo scenario resta aperto. Ronaldo, 41 anni, 234 presenze e 146 gol con il Portogallo, è tuttora il simbolo di una nazionale che con lui ha conquistato un Europeo e due Nations League. A Jesus, subentrato dopo l’eliminazione agli ottavi del Mondiale contro la Spagna, toccherà trovare un equilibrio. Tra possibile sanzione federale e prossime convocazioni, le novità sul Portogallo dipenderanno dal confronto tra i due protagonisti e dalla decisione della Federazione.