Neymar

Aggiornato Dom 26 Lug 2026 alle 08:17

Il Mondiale 2026 di Neymar rischia di cominciare nel peggiore dei modi. Dopo un percorso tortuoso durato oltre un anno, fatto di infortuni, polemiche e una convocazione strappata con le unghie, l’attaccante del Santos si trova ora a fare i conti con un nuovo stop fisico che mette in serio dubbio la sua presenza nella fase a gironi della rassegna iridata. Le ultime notizie arrivate dal ritiro della Seleção hanno gettato nello sconforto i tifosi brasiliani, trasformando quello che doveva essere un momento di festa in una nuova emergenza.

La diagnosi che cambia tutto: lesione al polpaccio per O’Ney

Il medico della Federcalcio brasiliana, Rodrigo Lasmar, ha reso pubblica la diagnosi dopo che Neymar si è sottoposto a una risonanza magnetica all’arrivo nel quartier generale della nazionale: lesione di secondo grado al polpaccio, con tempi di recupero stimati tra le due e le tre settimane. Un verdetto che smentisce clamorosamente le rassicurazioni fornite nei giorni precedenti sia dal Santos che dallo stesso giocatore, i quali avevano parlato di un semplice edema destinato a risolversi in pochi giorni.

Le conseguenze pratiche sono immediate e pesanti. Neymar salterà con certezza le amichevoli di preparazione contro Panama ed Egitto, ma il vero allarme riguarda l’esordio ufficiale del Brasile ai Mondiali, fissato per il 13 giugno contro il Marocco. I tempi di guarigione lo porterebbero a ridosso della partita senza aver accumulato minuti nelle gambe, con una condizione fisica inevitabilmente precaria. Il commissario tecnico Carlo Ancelotti è già al lavoro per studiare soluzioni tattiche alternative nel reparto offensivo, nel caso in cui il suo uomo simbolo non dovesse farcela in tempo.

L’intera nazione rivive i fantasmi del passato: non è la prima volta che un infortunio di Neymar condiziona le ambizioni del Brasile in una competizione importante. Lo staff medico federale ha avviato un programma di fisioterapia intensiva nel tentativo di ridurre i tempi di recupero, ma la situazione resta delicata e l’ansia tra i tifosi è alle stelle.

Una convocazione sofferta, il coronamento di un anno difficilissimo

Per comprendere quanto sia amara questa nuova tegola, basta ripercorrere il cammino che ha portato Neymar alla lista dei 26 convocati da Ancelotti. La convocazione per il Mondiale era tutt’altro che scontata: appena qualche settimana prima, il CT italiano aveva escluso O’Ney dalle amichevoli contro Francia e Croazia, scatenando la reazione pubblica del giocatore. «Sono infastidito e triste per non essere stato convocato», aveva dichiarato Neymar a MadHouseTV, prima che Ancelotti cambiasse idea e lo inserisse nella rosa definitiva.

Il percorso di riabilitazione e rilancio era stato lungo e costellato di ostacoli. Tra aprile e maggio 2025, Neymar aveva subito una lesione al muscolo semimembranoso della coscia sinistra, con uno stop di 4-6 settimane, appena una settimana dopo essere rientrato da un precedente infortunio. In estate, una sconfitta umiliante per 0-6 contro il Vasco da Gama lo aveva fatto uscire dal campo in lacrime. A novembre, aveva giocato con un ginocchio malconcio pur di trascinare il Santos alla salvezza, segnando cinque gol nelle ultime quattro partite prima di sottoporsi a un intervento chirurgico. «Ora mi opero, voglio il Mondiale», aveva dichiarato con determinazione.

La svolta era arrivata in estate, con una doppietta contro la Juventude sotto gli occhi degli osservatori di Ancelotti, e poi con la convocazione ufficiale a maggio 2026. Nella lista dei 26 brasiliani figurano nomi di altissimo livello — da Vinicius Jr. a Raphinha, da Rodrygo a Endrick — ma la presenza di Neymar aveva un valore simbolico enorme per una nazione intera.

Regole ferree e la pressione di un’ultima grande occasione

Prima che l’infortunio al polpaccio rimescolasse le carte, dal Brasile erano trapelate indiscrezioni su un regime di vita molto rigido imposto allo stesso Neymar per tutta la durata del torneo. Le regole da seguire al Mondiale prevedevano un controllo stretto sull’uso dei social network — dove O’Ney conta 232 milioni di follower solo su Instagram — e una drastica riduzione delle attività extra-campo. L’obiettivo dichiarato era quello di mantenere la 34enne stella concentrata esclusivamente sul calcio giocato, senza distrazioni di alcun tipo.

Ancelotti, del resto, non lo aveva inserito nella rosa come titolare inamovibile: Neymar avrebbe dovuto guadagnarsi il campo con le prestazioni, dimostrando di essere ancora un valore aggiunto per la Seleção. La voglia di ripagare la fiducia del tecnico di Reggiolo era palpabile, e chi lo conosce bene era convinto che avrebbe fatto di tutto per lasciare il segno in quello che si preannuncia come il suo ultimo Mondiale.

Ora, però, tutto dipende dalla risposta del suo fisico. Lo staff medico lavora senza sosta, la speranza è che i tempi di recupero si accorcino rispetto alle previsioni iniziali. Il Brasile trattiene il respiro, consapevole che perdere Neymar — anche solo per le prime partite — significherebbe affrontare la fase a gironi con un peso enorme sulle spalle, sia tecnico che emotivo. La storia di O’Ney con la maglia verdeoro meritava un finale diverso: il conto alla rovescia per il 13 giugno è cominciato, e ogni giornata che passa è preziosa.