Carlo Vanzini replica alle critiche sui social ed è schietto su Kimi Antonelli

Articolo di Martino Davidi

Il telecronista di Sky non ha dubbi sulla forza del pilota bolognese: "Mi ricorda molto Alberto Tomba"

Il telecronista di Sky Carlo Vanzini in una intervista a Fanpage.it ha parlato del nuovo fenomeno della Formula 1, Andrea Kimi Antonelli: “La cosa che mi stupisce di più è la mentalità. Avendolo vissuto da vicino, mi ricorda tantissimo Alberto Tomba. Tomba, con tutta la pressione che aveva addosso, costretto a vincere da quando aveva iniziato a vincere, andava al cancelletto di partenza sorridente, senza alcuna pressione”.

“Erano gli altri ad averne una enorme, perché questo ragazzino di Bologna vinceva. Secondo me è quello che è successo ad Antonelli dopo la prima gara vinta. Che facesse una serie di vittorie di fila così e che fosse così dominante su Russell non me lo aspettavo. Strada facendo ci rendiamo conto di essere di fronte a uno con capacità sopra la media, come Hamilton, Verstappen e gli altri”.

“Un euro su chi vince il Mondiale? In questo momento lo metto su Kimi. Finora è stato frenato solo dall’affidabilità, che sicuramente è un tema, ma sull’affidabilità puoi lavorare, puoi sistemarla. E secondo me ha una grandissima solidità. Credo che le prossime tre o quattro gare saranno cruciali. È anche banale dirlo, perché poi si arriverà praticamente a metà campionato e i conti che si faranno dopo queste gare saranno più pesanti di quelli che si stanno facendo adesso. Però io vedo lui grande favorito”.

Carlo Vanzini ha anche spiegato come gestisce e vive le critiche sui social, spesso feroci e con insulti: “Quando mi dicono ‘sei il telecronista F1 numero uno in Italia’, io rispondo: ‘Per forza, sono solo io adesso’. Non ho un confronto diretto. Al di là di questo, da un lato ovviamente i complimenti fanno piacere. Dall’altro io sono uno che guarda molto alle critiche. Quando vedo critiche costruttive le leggo. Anche quelle che non considero costruttive le leggo. Quando vedo l’offesa, sinceramente, non mi fa né caldo né freddo e vado avanti. L’offesa è figlia di tante situazioni. Magari uno si arrabbia perché non sopporta la voce. Io sono il primo a sapere che non posso piacere a tutti”.

“Le critiche le leggo. Io sono il primo ipercritico nei miei confronti, e questo è un punto di forza ma anche un limite. Dopo ogni gara trovo gli errori fatti, perché gli errori si fanno sempre, nessuno è perfetto. È un limite perché a volte sono errori veniali e magari non mi godo la bellezza di quella giornata o di quello che è successo in pista. Penso che i social siano una cosa straordinaria, un’opportunità fantastica per vivere un mondo democratico in cui tutti possono esprimere il proprio giudizio. Prima per uno spettatore non era possibile, adesso lo può fare. Bisogna sempre prendere spunto da tutto. Mi dispiace solo che ci sia gente che offende. Ogni tanto vado anche a vedere i profili di chi offende. A volte veramente non capisco”.

Gli hater: “A qualcuno scrivo: ‘Mi spieghi perché? Voglio capire da dove nasce un’offesa, magari pesante’. Devo dire che, quando scrivo per chiedere perché, spesso mi rispondono: ‘No, scusa, ero in un momento di difficoltà mio’. Non voglio parlare di leoni da tastiera, perché non è il mio spirito. Penso che tutti abbiano diritto di esprimere la propria opinione. L’unica cosa che chiedo è il rispetto delle persone. Ogni persona ha la propria storia, ha una famiglia, ha situazioni alle spalle. Se tutto questo viene messo in discussione con degli insulti, secondo me non è piacevole”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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