Disputerà le prove libere del Gran Premio di Spagna e vanta un palmarès che non impallidisce di fronte a quello di Kimi Antonelli, anzi.
Mentre Andrea Kimi Antonelli si gode la leadership della classifica mondiale di Formula 1 e spera di proseguire il suo filotto di cinque vittorie consecutive, nel weekend ci sarà un altro pilota italiano a fargli compagnia sulla pista di Montmelò. In occasione della prima sessione di prove libere che condurranno al Gran Premio di Spagna, infatti, la McLaren lascerà ai box Lando Norris per dare un primo assaggio della massima formula a Leonardo Fornaroli. Un altro talento tricolore cristallino, che spera di ripercorrere le tracce del giovane connazionale.
Fornaroli, del resto vanta già un pedigree e una bacheca di tutto rispetto, che gli è valsa l’attenzione della McLaren fino alla decisione di metterlo sotto contratto. Piacentino classe 2004 (è quindi leggermente più anziano di Antonelli), ha conquistato il mondiale della Formula 3 nel 2024 e quello della Formula 2 l’anno dopo. “Ho lavorato a lungo per questo, e sono incredibilmente grato al team per l’opportunità. Sarà per me la prima volta in assoluto in una sessione ufficiale della Formula 1”, ha sottolineato.
In pista con il numero 67, Fornaroli scenderà in pista insieme ad Antonelli dando vita a una situazione che in passato non faceva notizia, ma che nel tempo è diventata rara: due piloti italiani iscritti a una stessa sessione della Formula 1. Grazie all’esplosione del talento Mercedes, era avvenuto già nel 2025 in Messico (la Ferrari lanciò nelle FP1 Antonio Fuoco) dopo anni di oblio. Antonio Giovinazzi fu solo nel suo periodo in Sauber e Alfa Romeo, altrimenti bisogna tornare al 2011. All’epoca Vitantonio Liuzzi guidava ancora la HRT e a Sepang la Lotus mandò in pista nelle prove libere Davide Valsecchi. Il pilota lombardo peraltro non ebbe mai modo di debuttare in un weekend completo di Formula 1, al pari di Raffaele Marciello (in Sauber nel 2015), Enrico Toccacelo (Minardi 2005) e anche Matteo Bobbi, oggi volto televisivo ma che nel 2003 disputò le prove libere di Imola proprio per la scuderia faentina. Il destino di questi ultimi, comunque, è proprio ciò che Fornaroli spera di evitare nei prossimi anni.
Il percorso che ha portato il piacentino fino alle porte della Formula 1 è stato tanto rapido quanto convincente. Fornaroli ha debuttato in Formula 3 nel 2023 e già l’anno successivo ha conquistato il titolo con il team Trident, in modo piuttosto singolare: senza vincere una singola gara, ma grazie a una costanza di rendimento impressionante, con due secondi posti e cinque terzi posti. In Formula 2, invece, ha subito alzato ulteriormente il livello, laureandosi campione al primo anno intero nella categoria con il team Invicta Racing, grazie a quattro vittorie, quattro secondi posti e un terzo posto. Prima di quell’epilogo iridato, aveva già mostrato i muscoli anche a Monza, nel weekend del Gran Premio d’Italia, vincendo gara-1 davanti a Arvid Lindblad e Joshua Dürksen. Vale la pena ricordare che, prima di lui, solo Giorgio Pantano nel 2008 e Davide Valsecchi nel 2012 erano riusciti a conquistare il titolo di Formula 2 sotto bandiera italiana.
Il curriculum di Fornaroli ha convinto la McLaren, che lo ha inserito nel proprio Driver Development Program a partire dall’inizio del 2026, affidandogli il ruolo di pilota di riserva da dividere con il messicano Pato O’Ward. “Abbiamo selezionato un gruppo di nove piloti, e ognuno di loro ha un talento incredibile”, ha dichiarato Alessandro Alunni Bravi, Chief Business Affairs Officer della scuderia di Woking. “Avere Leonardo Fornaroli come pilota di riserva del nostro team è stupendo. Il nostro vivaio è molto solido, siamo molto curiosi di scoprire quali progressi faranno in questa stagione i nostri giovani piloti. Il tutto nella consapevolezza del fatto che li stiamo formando per grandi campionati come Formula 1, IndyCar o WEC”. Fornaroli, dal canto suo, aveva risposto con entusiasmo: “Sono felicissimo di essere stato scelto per un ruolo così importante. Questo passo è davvero importante per il progresso della mia carriera, e non vedo l’ora di dare il mio contributo al successo di una squadra così vincente”.
Sullo sfondo, intanto, continua a brillare la stella di Antonelli, che a Barcellona insegue la sesta vittoria consecutiva. Un traguardo che lo porterebbe a condividere un club esclusivo con nomi del calibro di Gilles Villeneuve, John Surtees e Jochen Rindt, tutti fermi a quota sei successi in carriera, così come il compagno di squadra George Russell e Sergio Perez. La pressione su Russell è enorme: con 68 punti di ritardo dal compagno, il britannico sa che un altro weekend negativo potrebbe significare, di fatto, la resa nella corsa al titolo. Lo ha detto senza mezzi termini l’ex pilota David Coulthard: “È molto semplice, se non batte Kimi a Barcellona è finita, niente campionato del mondo. Deve dimostrare di poter conquistare una pole position a Barcellona e deve battere Kimi. Ora ha la macchina più veloce in griglia, ha l’opportunità di vincere il Mondiale. E qualcuno gli sta impartendo una dura lezione”.
In questo contesto, la presenza di Fornaroli nelle prove libere del Gran Premio di Spagna assume un valore simbolico che va oltre la semplice gestione del programma giovani McLaren. L’Italia del motorsport si presenta a Barcellona con due facce: quella già affermata e dominante di Antonelli, e quella ancora in cerca del definitivo salto di qualità di Fornaroli. Due generazioni di un movimento che, dopo anni di siccità, sembra aver ritrovato una vena fertile. La speranza, per gli appassionati tricolori, è che il piacentino possa trasformare questa prima apparizione ufficiale nel trampolino verso una carriera da protagonista nella massima serie, evitando il destino di chi, prima di lui, si è fermato alle porte del grande circus senza mai riuscire ad aprirle del tutto.