Le imprese del bolognese della Mercedes continuano a fare notizia in un Paese che non vede un proprio pilota vincere il Mondiale dal 1953.
Il 2026 di Kimi Antonelli sta assumendo contorni sempre più luminosi. Grazie ai risultati ottenuti in questa incredibile prima parte di stagione in Formula 1, il giovane pilota Mercedes sta contribuendo a rendere la categoria regina del motorsport sempre più italiana, al di là del contributo della Ferrari. Persino il Time lo ha inserito fra i cento sportivi più influenti di quest’anno: un’investitura che non sorprende Mario Miyakawa, manager italo-giapponese noto per aver curato gli interessi di atleti di grande livello anche in F1, come Jean Alesi.
“Kimi sta facendo qualcosa di straordinario – ha detto Miyakawa intervenendo a Sky Sport 24 -. Certamente la Mercedes di quest’anno è un fattore, ma è anche grazie al suo modo di essere e all’educazione impartitagli dalla famiglia che sta ottenendo questi risultati. Come ragazzo di 19 anni, rappresenta per molti il simbolo di una generazione che si affaccia al mondo degli adulti con ambizione e responsabilità. In più, oltre a eccellere nel suo lavoro, riesce a mantenere la testa sulle spalle”.
Il 2026 ha già consegnato ad Antonelli vittorie pesanti, una leadership mondiale inattesa per un ragazzo della sua età e una maturità che ha sorpreso persino gli uomini Mercedes. Ma i suoi progressi hanno inevitabilmente acceso i riflettori anche sul rapporto interno al team, in particolare sulla rivalità con George Russell. “Non credo se lo aspettasse – ha detto Miyakawa, riferendosi al britannico -. Dopo l’uscita di Hamilton si sentiva leader della squadra: la costanza, la forza e anche l’aggressività che sta mostrando Kimi lo stanno mettendo in difficoltà”.
Toto Wolff, il gran capo della scuderia tedesca, continua a difendere e valorizzare entrambi, chiedendo ai fan italiani di non lasciarsi andare a festeggiamenti anticipati. Miyakawa, però, è netto: “È inutile che Toto chieda agli italiani di ‘non fare casino’ – ha detto il manager citando direttamente una delle ultime interviste a Wolff -. L’importante è che sia Kimi a non esaltarsi troppo, perché la F1 può cambiare da una gara all’altra, lo abbiamo visto anche con Piastri l’anno scorso. Ma noi il tifo vogliamo farlo, anche facendo rumore”.