Le penalità di Monte Carlo e poi il terzo posto restituito a Pierre Gasly generano un effetto cascata: Mercedes e McLaren non ci stanno.
Il Gran Premio di Monaco continua a far discutere, e ad attirare su di sé un domino di polemiche da parte di buona parte dei team coinvolti nel caos delle penalità viste a Monte Carlo. La miccia vera e propria si è però accesa quando la FIA ha restituito la terza posizione alla Alpine e in particolare a Pierre Gasly, che aveva tagliato il traguardo dietro al vincitore Kimi Antonelli e alla Ferrari di Lewis Hamilton. Questa inattesa svolta aveva già generato la reazione della Mercedes, cui si è aggiunta nel frattempo la McLaren.
L’annullamento dei dieci secondi di penalità a Gasly, infatti, ha fatto perdere una posizione a Oscar Piastri. E la McLaren non ci sta, come dimostra l’appello presentato martedì. “Anche se rispettiamo appieno i procedimenti giudiziari della FIA e la posizione dei commissari sportivi – si legge in un comunicato emesso dal team di Woking -, troviamo che questo caso sollevi importanti questioni che riguardano equità sportiva, coerenza delle norme e integrità della competizione”.
“In ogni evento che si è verificato durante il weekend del Gran Premio di Monaco – ha aggiunto la McLaren -, tutti i team hanno rispettato il regolamento e le prassi sui limiti di velocità in corsia box. La successiva revoca delle penalità svantaggia chi ha operato in conformità con le regole e le decisioni dei commissari. Ciò rischia di creare iniquità sportiva e può minare la fiducia nell’applicazione coerente del Regolamento Sportivo della Formula 1”. Piastri, del resto, si era ritrovato al quinto posto proprio per aver scontato una penalità simile a quella per cui è stato assolto Gasly. Peggio ancora era andata a George Russell, con tanto di annuncio della Mercedes tramite il team principal Toto Wolff di “voler fare il possibile” per restituire al proprio pilota almeno qualche punto.
Nel frattempo, il Mondiale di Formula 1 è andato avanti, e il Gran Premio di Barcellona ha contribuito a ridisegnare ulteriormente gli equilibri in classifica. Sul circuito del Montmelò Lewis Hamilton ha firmato il suo primo successo da pilota Ferrari — il 106° in carriera — precedendo George Russell e Lando Norris. Una vittoria dominante per il britannico, che ha chiuso con quasi venti secondi di vantaggio sul secondo classificato, riaccendendo prepotentemente la lotta per il titolo iridato.
La gara catalana ha però riservato anche momenti amari per la Mercedes. Kimi Antonelli, protagonista assoluto di Monaco, è stato costretto al ritiro a soli tre giri dalla bandiera a scacchi a causa di un problema tecnico alla batteria, la stessa sorte toccata anche a Russell in precedenza. Un doppio ritiro che ha spinto Toto Wolff a riflettere apertamente sulla strategia del team: “Qui a Barcellona forse abbiamo perso la gara per non aver voluto dare un team order. È un problema che dovremo affrontare”, ha dichiarato il manager austriaco ai microfoni di Sky Sport nel post gara. Parole che lasciano intendere come, a partire dal Gran Premio d’Austria, i due piloti della Stella potrebbero non avere più la libertà di duellare in pista tra loro.
Anche per Charles Leclerc il weekend catalano è stato da dimenticare: dopo un incidente in qualifica contro le barriere, il monegasco ha dovuto alzare bandiera bianca in gara per un guasto allo sterzo. Un epilogo amaro, reso ancora più pungente dal trionfo del compagno di squadra Hamilton. “Non voglio prendermi alcun merito per oggi. Non penso di aver dato molto alla squadra. Credo che Lewis e il team abbiano conquistato questa vittoria da soli”, ha commentato con grande onestà Leclerc ai microfoni di Sky Sport.
Sullo sfondo delle polemiche post-Monaco e dei verdetti di Barcellona, resta intanto aperta la questione legata al futuro di Pierre Gasly in Alpine. Secondo alcune indiscrezioni circolate nel paddock catalano, la scuderia di Flavio Briatore starebbe valutando per il 2027 un clamoroso ritorno di Fernando Alonso, attualmente in grande difficoltà con l’Aston Martin. Un’operazione che, qualora si concretizzasse, potrebbe rimescolare ulteriormente le carte in casa Alpine, proprio nel momento in cui Gasly è tornato al centro dell’attenzione — e delle polemiche — grazie alla vicenda delle penalità di Monte Carlo.