Nazionale

Aggiornato Dom 20 Set 2026 alle 10:12

Le ultime notizie sulla Nazionale italiana raccontano di un movimento in profonda trasformazione, alle prese con la ricostruzione dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Roberto Mancini è tornato sulla panchina azzurra in un clima tutt’altro che sereno, con migliaia di tifosi contrari e un percorso tecnico tutto da costruire. Ma le novità più interessanti arrivano anche dal fronte dei giovani talenti, dove si stanno delineando scelte di nazionalità destinate a segnare il futuro degli Azzurri.

Il nuovo corso azzurro: Mancini riparte tra scetticismo e sfide immediate

Il ritorno di Roberto Mancini alla guida della Nazionale è stato ufficializzato dal presidente FIGC Giovanni Malagò dopo un’estate di caos istituzionale senza precedenti. Prima il no di Carlo Ancelotti, poi la lunga trattativa con Pep Guardiola sfumata per stanchezza del tecnico catalano — come ha spiegato Paolo Maldini al Corriere della Sera — e infine il caso Pirlo, affossato da polemiche politiche legate ai suoi rapporti con uno sponsor russo. Un vortice che ha portato alle dimissioni di Maldini e Leonardo e alla scelta, contestata dall’86% dei votanti in un sondaggio della Gazzetta dello Sport, di richiamare il tecnico jesino.

Mancini porta con sé un curriculum di tutto rispetto: i numeri della sua prima gestione azzurra lo collocano al quarto posto per percentuale di vittorie tra i commissari tecnici con almeno venti panchine, con il 60,66% di successi e 37 vittorie totali. L’Europeo 2020 resta il punto più alto, ma la mancata qualificazione a Qatar 2022 e l’addio brusco del 2023 in favore dell’Arabia Saudita pesano ancora nell’opinione pubblica. Luciano Spalletti, intervenuto a margine di Juventus-Nizza, ha usato parole dure: ‘Invece di comprarne uno nuovo siamo rimasti con quello che avevamo e non abbiamo fatto nessun aggiornamento’. Gigi Buffon, pur riconoscendo la scelta come ‘tecnicamente giusta’, avrebbe preferito Antonio Conte.

Il primo banco di prova è già alle porte: la Nations League, con l’Italia inserita nel Girone 1 della Lega A insieme a Francia, Belgio e Turchia. Il 25 settembre gli Azzurri inaugurano la serie contro il Belgio in casa, poi la trasferta turca del 28 e quella francese del 2 ottobre. Un calendario senza respiro per una squadra che deve ritrovare identità e fiducia, con la consapevolezza che una retrocessione avrebbe conseguenze sia sportive che economiche. Nel 2027 inizierà poi il cammino di qualificazione a Euro 2028, appuntamento fondamentale per ridare credibilità al progetto azzurro.

Giovani talenti e scelte di nazionalità: il futuro degli Azzurri si costruisce ora

Mentre Mancini e il nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri lavorano alla costruzione della squadra, le ultime notizie sul fronte dei giovani offrono spunti concreti e incoraggianti. Tre nomi in particolare animano il dibattito in ottica azzurra, con storie e percorsi molto diversi tra loro.

Il più discusso del momento è Alphadjo Cissé, classe 2006 nato a Treviso da genitori originari della Guinea, già a segno con il Milan in amichevole contro il Manchester United e in campionato contro Torino e Juventus. Il tecnico rossonero Ruben Amorim ha tracciato un quadro lusinghiero del ragazzo: ‘Dovesse essere convocato in Nazionale non avrebbe problemi, è già pronto. La personalità non gli manca, chiede sempre la palla e non è timido in campo’. Parole che difficilmente passeranno inosservate agli occhi di Mancini.

Sul fronte delle scelte di nazionalità, Alessandro Romano ha ufficializzato il passaggio all’Italia dopo che la FIFA ha approvato il cambio di nazionalità sportiva. Nato a Winterthur il 17 giugno 2006 da famiglia con radici napoletane e pugliesi, Romano aveva rappresentato la Svizzera fino all’Under 17 ma la sua volontà di vestire l’Azzurro era nota da tempo. Cresciuto nel settore giovanile della Roma e attualmente in prestito al Cagliari, dove si è già imposto come uno dei giovani più interessanti della Serie A, Romano ha 22 anni quando scoccherà l’ora di Euro 2028: un profilo che si inserisce perfettamente nel nuovo ciclo azzurro.

In direzione opposta si è invece mosso Nicolò Tresoldi, che ha scelto di puntare sulla Germania convinto di potersi ritagliare spazio nel percorso della Mannschaft. Una perdita per l’Italia, che in questo momento non può permettersi di vedere sfuggire talenti con doppia eleggibilità. Dall’estero arriva invece un nome nuovo e suggestivo: il Genoa ha chiuso per Robinho Jr, figlio dell’ex attaccante di Real Madrid, Manchester City e Milan, classe 2007 cresciuto nel vivaio del Santos. Il ragazzo sta ottenendo la nazionalità italiana e ha già acceso l’interesse di Mancini, che lo considera un profilo da seguire per le selezioni azzurre. A Genova il percorso sarà graduale, tra Primavera e prima squadra, ma il potenziale è quello di un giocatore capace di fare la differenza.

Il quadro che emerge è quello di una Nazionale che, pur tra mille difficoltà istituzionali e un clima di sfiducia diffuso, può contare su una generazione di giovani di qualità. La sfida di Mancini sarà proprio quella di trasformare questo potenziale in risultati concreti, partendo dalle prossime gare di Nations League per costruire le fondamenta di un progetto credibile in vista di Euro 2028.