Nazionale

Aggiornato Mar 28 Lug 2026 alle 16:47

Le ultime notizie sulla Nazionale italiana raccontano di una situazione in rapida evoluzione, con la corsa alla panchina azzurra che ha vissuto colpi di scena clamorosi nelle ultime settimane. Dopo mesi di attesa e un terzo Mondiale consecutivo guardato da casa, la FIGC guidata dal neo presidente Giovanni Malagò sembrava finalmente vicina a chiudere il cerchio. Ma la strada verso il nuovo commissario tecnico si è rivelata più tortuosa del previsto.

Il caso Pirlo: da soluzione quasi certa a nodo irrisolto

Tutto sembrava definito dopo il rifiuto definitivo di Pep Guardiola, che ha preferito prendersi un anno sabbatico dopo il lungo ciclo decennale al Manchester City. Il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo avevano già individuato in Andrea Pirlo il profilo ideale per guidare la ricostruzione azzurra: campione del mondo 2006 da calciatore, attualmente alla guida dello United FC di Dubai, considerato un allenatore moderno con visione e personalità. La firma sembrava una formalità, subordinata solo alla risoluzione del contratto con il club emiratino.

Nelle ultime ore, però, la situazione si è congelata. Le ragioni sono principalmente tre: i rapporti di Pirlo con uno sponsor russo, la questione legata al figlio procuratore e i dubbi dello stesso Malagò, che non si sarebbe aspettato questa scelta e non ne sarebbe convinto. A sollevare perplessità è stato anche il Ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha commentato: “Le scommesse sono sempre un azzardo e quindi bisogna cercare anche di fare delle scelte che abbiano un senso logico”, riferendosi a un accordo che dovrebbe essere quadriennale.

Qualora la candidatura di Pirlo dovesse naufragare, le alternative sul tavolo sarebbero quattro: Roberto Mancini, Antonio Conte, Stefano Pioli e Raffaele Palladino. Mancini permetterebbe alla FIGC di contenere i costi e conosce già l’ambiente; Conte potrebbe riavvicinare i tifosi alla maglia azzurra. Pioli è senza panchina dopo il divorzio dalla Fiorentina, mentre Palladino è stato recentemente esonerato dall’Atalanta, che ha scelto Maurizio Sarri come suo sostituto.

Una shortlist più lunga del previsto: i nomi inattesi

Prima che il no di Guardiola rimettesse Pirlo al centro del progetto, la direzione tecnica azzurra aveva esplorato una rosa di candidati più ampia di quanto trapelato pubblicamente. Secondo le indiscrezioni riportate dal Corriere dello Sport, Thiago Motta era stato sondato: l’italo-brasiliano, senza panchina dall’esonero alla Juventus nel marzo 2025, avrebbe declinato con cortesia, preferendo non inserirsi in un progetto che richiede disponibilità totale e immediata. Nella lista figurava anche Raffaele Palladino, apprezzato per le idee moderne e la capacità di gestione, considerato in linea con la filosofia giovane immaginata dai dirigenti federali. Anche questa pista non si è mai concretizzata.

Un capitolo a parte merita Silvio Baldini, ct dell’Under 21 e guida ad interim della Nazionale maggiore nelle amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. Baldini ha sempre chiarito di avere come obiettivo primario l’Europeo Under 21 del 2027 e l’Olimpiade di Los Angeles, escludendosi di fatto dalla corsa alla panchina dei grandi. Il suo nome, comunque, era stato valutato nell’ambito di una riflessione più ampia sul futuro tecnico azzurro. Va ricordato che Baldini sta attraversando un momento di grande dolore personale: la figlia Valentina, 30 anni, è scomparsa di recente dopo una vita segnata da una grave forma di tetraparesi spastica, lasciando un vuoto enorme nella famiglia del tecnico.

Il contesto: una Nazionale che riparte da zero

Chiunque siederà sulla panchina azzurra dovrà fare i conti con un banco di prova immediato e impegnativo: la UEFA Nations League. L’Italia è inserita nel Girone 1 della Lega A insieme a Francia, Belgio e Turchia. Il primo impegno è fissato per il 25 settembre contro i Diavoli Rossi allo Stadio Olimpico di Roma, seguito dalla trasferta turca del 28 e da quella francese del 2 ottobre. La fase a gironi si concluderà a novembre, con le gare contro Francia in casa il 12 e in Belgio il 15. Un girone di ferro, considerando che Francia e Belgio sono stati tra i protagonisti dei Mondiali 2026 appena conclusi, con le Furie Rosse spagnole campioni del mondo.

Il nuovo ct eredita una Nazionale reduce dal terzo Mondiale consecutivo saltato, con una rivoluzione federale ancora in corso. Dopo il no di Guardiola, Maldini e Leonardo avevano accelerato su Pirlo convinti di aver trovato la soluzione giusta. Il congelamento delle ultime ore rimette tutto in discussione, in un momento in cui i tempi stringono e la Nations League non aspetta. Le prossime ore saranno decisive per capire se il progetto Pirlo è davvero tramontato o se si tratta solo di un rallentamento temporaneo prima dell’annuncio ufficiale. Quel che è certo è che la Nazionale azzurra ha bisogno di certezze, e le ultime notizie sembrano andare nella direzione opposta.