Lautaro Martínez
Aggiornato Dom 07 Giu 2026 alle 08:19La stagione 2025/26 di Lautaro Martínez si è conclusa nel migliore dei modi possibili: con il ventunesimo scudetto della storia dell’Inter, il terzo personale per il capitano argentino. Un traguardo conquistato dopo mesi di alti e bassi, infortuni e momenti di tensione, che rendono il titolo ancora più prezioso. «Non era semplice ripartire, anche per come abbiamo chiuso il Mondiale», ha dichiarato il Toro dopo la conquista del campionato. «Il mister e il gruppo hanno fatto la differenza. La voglia di vincere, quando uno vince è sempre difficile vincere ancora».
Le ultime notizie su Lautaro raccontano di un leader che ha saputo trascinare i nerazzurri anche nei momenti più difficili, nonostante un finale di stagione condizionato da un doppio infortunio al soleo della gamba sinistra. Il primo stop era arrivato a febbraio, durante la trasferta di Champions League contro il Bodø/Glimt, costringendolo a saltare quasi due mesi di competizione. Il secondo, più lieve, si era manifestato ad aprile dopo il rientro contro la Roma, dove aveva comunque firmato una doppietta pesantissima. Alla fine, il capitano nerazzurro è tornato disponibile proprio in tempo per guidare l’Inter verso il titolo, confermando quella capacità di recupero che lo contraddistingue.
Il leader dentro e fuori dal campo
Oltre ai gol e alle prestazioni in campo, le novità più interessanti che riguardano il capitano dell’Inter arrivano anche da fuori dal rettangolo di gioco. In un’intervista rilasciata a DAZN, la pallavolista Paola Egonu ha rivelato un retroscena inedito: quando è diventata capitana del Milano, si è ispirata proprio a Lautaro Martínez, conosciuto grazie alla comune fede interista. «Gli ho chiesto dei consigli che restano segreti tra me e lui», ha raccontato l’opposta azzurra, sottolineando come il centravanti argentino rappresenti un modello di leadership riconosciuto ben oltre i confini del calcio.
Un riconoscimento che si aggiunge a quello ricevuto a inizio anno, quando un sondaggio condotto tra 57 giornalisti sportivi italiani lo aveva collocato al secondo posto tra i migliori calciatori della prima parte del campionato di Serie A 2025/26, alle spalle soltanto di Christian Pulisic. Il sondaggio di fine anno aveva evidenziato come Lautaro fosse uno dei giocatori più apprezzati della stagione, con 105 punti totalizzati nella votazione.
Numeri da record e futuro nerazzurro
Dal punto di vista statistico, la stagione di Lautaro Martínez è stata straordinaria. Il centravanti ha chiuso il campionato come uno dei principali artefici della fuga scudetto dell’Inter, aggiornando nel corso dell’anno diversi record personali e di club. A febbraio aveva raggiunto quota 171 gol in nerazzurro, agganciando Roberto Boninsegna al terzo posto nella classifica all-time dei marcatori interisti. Aveva inoltre stabilito il record di sette stagioni consecutive in doppia cifra in Serie A con la maglia dell’Inter, superando leggende come Boninsegna e Christian Vieri.
Sul fronte mercato, le dichiarazioni rilasciate a Racing Radio a marzo avevano fatto discutere i tifosi nerazzurri: Lautaro aveva ammesso il desiderio di tornare un giorno al Racing Club, la squadra che lo ha lanciato. «Tornare al Racing è un mio desiderio per il futuro», aveva detto, specificando però di avere ancora tre anni di contratto con l’Inter, fino al giugno 2029, e di voler restare a lungo nel calcio di alto livello. Parole che, nel contesto di un campionato appena vinto, sembrano confermare la sua permanenza a Milano ancora per diversi anni.
La stagione non era stata priva di momenti difficili anche sul piano emotivo. Tra ottobre e novembre, Lautaro aveva attraversato un periodo di appannamento, con quattro gare consecutive senza gol in Serie A e qualche tensione in campo, culminata in una lite con Antonio Conte durante il match contro il Napoli. Chivu lo aveva pubblicamente invitato a sorridere di più, riconoscendo che il capitano sembrava appesantito da qualcosa. La risposta era arrivata con i fatti: la doppietta a Pisa aveva segnato la svolta, con Lautaro che aveva risposto a tono ai critici: «Quelli che dimenticano i miei gol? Ci sono abituato, io lavoro per l’Inter, la squadra, me stesso e la mia famiglia».
Ora, con lo scudetto in bacheca e la consapevolezza di aver guidato il gruppo nei momenti più delicati, il Toro si conferma come il punto di riferimento assoluto di questa Inter. Un campione che dedica i successi alla famiglia — «ai miei genitori, ai miei figli, a mia moglie, ai miei parenti arrivati dall’Argentina e ai miei nonni che sono in cielo» — e che continua a scrivere la storia del club nerazzurro.