L'allenatore dei nerazzurri ironizza sulla scelta dei bianconeri di non fare parlare il tecnico di Certaldo alla vigilia del derby d'Italia
Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juventus, derby d’Italia valido per la venticinquesima giornata di Serie A, in programma sabato sera alle 20.45 al Meazza. “La Juve è migliorata con l’arrivo di Spalletti che gli ha dato un’identità – ha esordito -. Anche individualmente sono cresciuti, mettono in difficoltà chiunque. Noi continuiamo a sperare che le nostre prestazioni siano di livello, mettendoci sempre voglia e determinazione”.
Con una vittoria i nerazzurri salirebbero a quindici punti di vantaggio sui bianconeri, tagliandoli definitivamente fuori dalla corsa scudetto: “L’unica differenza con le altre partite è che ti dà qualche stimolo in più, ma la vera sfida è sempre trovare la stessa motivazione contro chiunque. Sicuramente è una grande partita riconosciuta a livello mondiale”.
Quindi il tecnico rumeno ha ironizzato sulla scelta della Vecchia Signora di non fare parlare Luciano Spalletti in conferenza stampa: al suo posto si è presentato il capitano Manuel Locatelli. “Ho detto di mandare Lautaro, ma non hanno voluto (ride, ndr). So che per un allenatore è difficile parlare ogni tre giorni – ha ammesso -, a volte non cambia molto quello che si ha da dire tra una partita e l’altra. Diciamo che condivido la scelta, anche io non sarei venuto (sorride, ndr)”.
Per il big match con la Juve, Chivu potrà contare sul recupero di due pedine fondamentali a centrocampo: Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella. “Si allenano da un paio di giorni, non hanno avuto problemi e sono a disposizione” ha detto l’ex allenatore del Parma.
Sulla questione arbitri e Var: “Inizierò a parlare di questo argomento quando sentirò un allenatore dire che un arbitro ha sbagliato in suo favore. Sbagliare è umano, è normale. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri, se l’Italia non va da anni al Mondiale la colpa non è degli arbitri. Dobbiamo accettare di dover migliorare in tanto altro. E chiaramente anche loro lavorano per migliorarsi”.
Chiosa su Marcus Thuram: “Gli dirò ridere col suo fratellino, visto che si vogliono bene. C’è la rivalità, ovvio, ma sono fratelli, non si può pretendere di far finta di niente. Thuram è un ragazzo solare, lo voglio così. Magari deve aggiungere un po’ di cattiveria sotto porta, e a volte gli chiedo di essere più egoista. È un buono, un altruista con la A maiuscola. Hanno una famiglia bellissima, mi metto nei panni di papà e mamma che vedranno due figli contro in Inter-Juve. E’ una storia bella, ci sono dietro dei valori, un modello come Lilian. Auguro a entrambi di raggiungere i traguardi del padre”.