Le qualifiche del Gran Premio d'Ungheria hanno in parte stravolto i piani Ferrari, ma Charles Leclerc è sincero sulla resa in pista di Lewis Hamilton.
Charles Leclerc al Gran Premio d’Ungheria partirà in prima fila, ereditando il secondo posto in griglia da Lewis Hamilton che è stato penalizzato per l’impeding ai danni di Oscar Piastri durante le qualifiche dell’Hungaroring. Nonostante questo il monegasco della Ferrari non si è voluto montare la testa ammettendo, su un tracciato che storicamente non ha mai amato nel corso della sua carriera, di aver sofferto rispetto al compagno di squadra.
“Oggi ci sono stati cambiamenti di vento e non sono riuscito a prevedere che cosa sarebbe successo con l’assetto. L’avevo percepito sin da stamattina – ha spiegato Leclerc dopo che i motori del sabato in Ungheria si erano già spenti – e poi le qualifiche sono state un po’ confusionarie. Nel primo tentativo sono stato un po’ sfortunato nell’ultimo settore, poi abbiamo cercato di rincorrere ma non ho mai raggiunto il passo di Lewis. Ho cercato di ottenere il massimo possibile, e alla fine dei conti credo di esserci riuscito”. E con Hamilton costretto a prendere il via dalla quinta casella della griglia, proprio il numero 16 spera di regalare alla Ferrari una vittoria che al Gran Premio d’Ungheria è arrivata solo due volte negli ultimi 21 anni.
La penalità di Hamilton, tre posizioni di retrocessione comminate dalla FIA oltre due ore dopo la fine della sessione, ha dunque ridisegnato completamente la griglia di partenza. Davanti a tutti scatterà Lando Norris, campione del mondo in carica, che ha conquistato la pole position con il tempo di 1:17.207, precedendo le due Ferrari per appena 12 millesimi. Alle spalle di Leclerc troveranno posto Oscar Piastri e Max Verstappen, con Hamilton quinto e George Russell sesto, quest’ultimo reduce da una sessione complicata e interrotta anzitempo da un problema tecnico alla sua monoposto.
Non solo Hamilton, però, ha dovuto fare i conti con la FIA: anche Kimi Antonelli, leader del campionato del mondo con 204 punti, è stato penalizzato di tre posizioni per non aver rispettato una bandiera gialla nel giro lanciato. Il bolognese della Mercedes, che aveva chiuso le qualifiche in quarta posizione, scatterà così settimo. Eppure il giovane pilota era convinto di aver rispettato il regolamento: “Il mio giro sarebbe potuto essere da terza posizione – aveva dichiarato a ‘Sky Sport’ -. Nell’ultima curva c’era Verstappen fermo, e così ho mollato. Tra l’altro hanno esposto la bandiera gialla proprio mentre stavo entrando in curva, e questo mi ha distratto. Ho perso parecchio tempo in percorrenza, peccato perché la sessione era stata complicata di per sé. Infatti se non avessi rallentato sarei comunque stato un decimo più lento rispetto a Norris”.
Per Leclerc, dunque, la gara di domenica si presenta come un’opportunità concreta, anche considerando il contesto iridato. Il monegasco arriva all’Hungaroring con 126 punti in classifica generale, quarto alle spalle di Antonelli, Hamilton con 159 e Russell con 154. Una vittoria potrebbe rimescolare le carte in vista della pausa estiva, tanto più che la Ferrari si è presentata all’Hungaroring con aggiornamenti tecnici importanti: come aveva ricordato lo stesso Antonelli alla vigilia del weekend, la Scuderia di Maranello ha portato in pista un’ala posteriore aggiornata, segnale di come il team stia lavorando per colmare il gap dalla Mercedes.
Il rapporto con Piastri, infine, resta un tema caldo attorno alla Ferrari in questo finale di stagione pre-pausa estiva. Già al Media Day di giovedì, Leclerc aveva fatto un passo indietro sul duello ravvicinato con l’australiano avvenuto in Belgio, a Spa-Francorchamps: “In parte condivido ciò che ha detto Oscar – aveva ammesso il monegasco -. Alla fine ho provato a spingermi davvero al limite e, in quei frangenti, credo di essere andato un po’ oltre. Non è questo il modo in cui voglio correre, è rischioso anche per me. In situazioni così si cerca sempre di chiudere ogni spazio, ma forse in quell’occasione ho esagerato nel farlo”. Parole di riconciliazione che, alla luce dell’episodio del pugno mostrato da Piastri in qualifica nei confronti di Hamilton, testimoniano quanto i nervi siano ancora tesi nel paddock ungherese.