Cristiano Ronaldo
Aggiornato Mar 26 Mag 2026 alle 21:35È stata una stagione ricca di colpi di scena, polemiche e grandi emozioni quella vissuta da Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita, culminata con un trionfo storico che ha messo a tacere tutti i critici. Le ultime notizie su CR7 raccontano di un campione che, a 41 anni, continua a fare la differenza e a scrivere pagine di storia del calcio mondiale.
Il titolo saudita: la doppietta che vale una stagione
Nell’ultima giornata della Saudi Professional League, l’Al-Nassr ha travolto il Damac per 4-1, conquistando il campionato dopo sette anni di attesa. Cristiano Ronaldo è stato assoluto protagonista, siglando una doppietta decisiva al 63′ e all’81’ che ha chiuso definitivamente i conti. Prima di lui erano andati in rete Sadio Mané e Kingsley Coman, mentre il gol della bandiera del Damac — squadra retrocessa — era arrivato su rigore con Morlaye Sylla. Quando ha lasciato il campo, sostituito da Al-Hamdan a tre minuti dal novantesimo, CR7 non è riuscito a trattenere le lacrime: un’emozione autentica, rara per un campione abituato a vincere, ma comprensibile dopo anni di delusioni in terra araba.
A rendere ancora più dolce la vittoria è stato il contemporaneo risultato dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi, che pur vincendo 1-0 contro l’Al-Fayha non è riuscito a recuperare i due punti di distacco. L’allenatore italiano, che aveva guidato i suoi con grande determinazione fino all’ultimo, ha dovuto arrendersi all’evidenza: il titolo era destinato a Riad, sponda Al-Nassr. Per Inzaghi resta comunque la soddisfazione della Coppa del Re dei Campioni, conquistata nel corso della stagione.
Il cammino verso questo trionfo non era stato privo di ostacoli. Poche settimane prima, nel derby di Riad, l’Al-Nassr aveva pareggiato 1-1 contro l’Al-Hilal in modo rocambolesco: il portiere Bento aveva commesso una clamorosa papera nel finale, spedendo nella propria porta un cross innocuo e vanificando il vantaggio firmato da Simakan. Un episodio che aveva fatto tremare i tifosi, ma che alla fine non ha cambiato il destino del campionato.
Una stagione tra scioperi, infortuni e polemiche
Prima del lieto fine, la stagione di CR7 era stata segnata da momenti tutt’altro che sereni. A inizio febbraio, il fuoriclasse portoghese aveva fatto scalpore rifiutandosi di scendere in campo contro l’Al-Riyadh per protesta contro le scelte di mercato della proprietà. Il fondo sovrano PIF, che controlla sia l’Al-Nassr sia l’Al-Hilal, aveva a suo avviso investito in modo sproporzionato nella squadra rivale, acquistando tra gli altri Karim Benzema, mentre l’Al-Nassr era rimasto sostanzialmente a mani vuote sul mercato invernale. La Saudi Pro League aveva risposto con un comunicato ufficiale piuttosto duro, e un opinionista televisivo locale aveva dichiarato senza mezzi termini che «questo Paese si chiama Arabia Saudita, non Arabia Ronaldo».
Lo sciopero era rientrato nel giro di pochi giorni, ma le tensioni avevano lasciato il segno. A fine febbraio, una serata da dimenticare aveva visto Ronaldo sbagliare un rigore contro l’Al-Fayha — il 36° penalty fallito in carriera — e poi uscire anzitempo per un problema muscolare. L’infortunio si era rivelato più serio del previsto: l’allenatore Jorge Jesus aveva confermato che CR7 era volato a Madrid per ricevere cure specializzate, e lo stop si era prolungato per diverse settimane, mettendo a rischio anche la sua partecipazione alle amichevoli di preparazione al Mondiale 2026 con il Portogallo.
Proprio il Mondiale rappresentava un pensiero fisso per Ronaldo durante i mesi più difficili della stagione. Il recordman assoluto di presenze e gol con la nazionale lusitana — 226 caps e 143 reti — aveva già vissuto momenti di tensione in autunno, quando un’espulsione per gomitata contro l’Irlanda lo aveva messo a rischio squalifica. La FIFA aveva poi applicato la sanzione minima, una sola giornata di stop già scontata, permettendogli di essere regolarmente disponibile per il debutto nella competizione iridata, in programma tra giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Il traguardo dei 1000 gol e il futuro
Sullo sfondo di questa stagione turbolenta, Ronaldo ha continuato ad avvicinarsi a un traguardo che nessun calciatore ha mai raggiunto nella storia: quota 1000 gol in carriera. Con la doppietta nella finale di campionato, il contatore si è ulteriormente aggiornato, avvicinando sempre di più un record che sembrava fantascienza e che ora appare concretamente alla portata. A fine aprile, con la rete segnata all’Al-Ahli, era arrivato a quota 970: ne mancano ancora trenta, ma con il Mondiale alle porte e la voglia di stupire ancora intatta, CR7 non sembra intenzionato a fermarsi.
Sul fronte del mercato, nelle scorse settimane erano circolate voci su un possibile trasferimento all’Inter Miami per giocare al fianco del grande rivale Lionel Messi, ma si trattava di speculazioni prive di fondamento concreto. Più interessante, invece, il ruolo indiretto che Ronaldo ha avuto nelle trattative di mercato della Juventus: secondo Tuttosport, Bernardo Silva avrebbe contattato CR7 per avere informazioni sul calcio italiano e sulla Vecchia Signora, ricevendo un parere molto favorevole. Il centrocampista portoghese del Manchester City, in scadenza di contratto, è uno dei principali obiettivi bianconeri per la prossima stagione.
Intanto, il titolo conquistato con l’Al-Nassr chiude nel migliore dei modi un capitolo difficile e conferma ancora una volta la straordinaria resilienza di un campione che, a 41 anni, riesce ancora a essere decisivo nei momenti che contano. Le lacrime versate al King Saud University Stadium di Riad raccontano meglio di qualsiasi statistica quanto questo trofeo significasse per lui.