Alexander Bublik

Aggiornato Mar 16 Giu 2026 alle 13:15

Le ultime notizie su Alexander Bublik raccontano la storia di un tennista che, nel giro di pochi mesi, si è trasformato da outsider imprevedibile a protagonista assoluto del circuito ATP. Il kazako di origine russa ha vissuto una parabola straordinaria, culminata con la semifinale al Masters 1000 di Monte Carlo nell’aprile 2026, dove la sua corsa si è fermata contro Carlos Alcaraz, che lo ha battuto con un netto 6-3, 6-0.

Bublik e il duello con i big: da Sinner ad Alcaraz

Le ultime news su Bublik lo vedono al centro di una stagione intensa, caratterizzata da confronti ravvicinati con i migliori giocatori del mondo. A Monte Carlo, il kazako era arrivato da potenziale ago della bilancia nella corsa alla vetta del ranking ATP: una sua vittoria contro Alcaraz avrebbe potuto consegnare a Jannik Sinner il ritorno al numero uno del mondo. Lo stesso Alcaraz aveva ammesso la delicatezza della situazione: “Ho molti punti da proteggere e non sarà facile confermarli tutti”. Alla fine, però, lo spagnolo non ha lasciato spazio a sorprese, liquidando Bublik in poco più di un’ora con un dominio che ha ricordato le migliori prestazioni del campione murciano sulla terra rossa.

Il rapporto tra Bublik e i due dominatori del tennis mondiale è uno degli aspetti più interessanti emersi dalle recenti dichiarazioni del kazako. In un’intervista al podcast Nothing Major, Bublik aveva confessato di sentirsi più a suo agio con Sinner e Alcaraz rispetto ai campioni della generazione precedente: “Ho ammirato Djokovic, Nadal e Federer negli anni ma non ho un rapporto con loro. Con Alcaraz e Sinner invece è una cosa diversa”. Sul numero uno azzurro, Bublik aveva aggiunto: “Sinner dentro il campo è freddo, potremmo definirlo anche glaciale, ma fuori è una persona molto simpatica”.

Questa franchezza è una delle cifre stilistiche di Bublik, capace anche di analisi lucide e scomode. Sempre al podcast Nothing Major, il kazako aveva fotografato con parole taglienti il predominio di Sinner e Alcaraz sul resto del circuito: “Non ho mai sentito nessuno di noi ‘altri’ giocatori dire di voler provare a vincere uno Slam. L’atmosfera negli spogliatoi solitamente è questa: cerchiamo di avvicinarci al titolo, ma quasi convinti che alla fine perderemo contro uno di questi due”. Una confessione che dice molto sullo stato del tennis maschile contemporaneo.

Un anno di alti e bassi: da Halle a Monte Carlo

Per comprendere appieno la traiettoria recente di Bublik, bisogna tornare all’estate del 2025, quando il kazako scrisse una delle pagine più belle della sua carriera. Il trionfo ad Halle contro Daniil Medvedev, preceduto dalla vittoria proprio su Sinner agli ottavi, rappresentò un momento di svolta per un giocatore che, dopo Wimbledon 2024, aveva persino pensato di abbandonare il tennis per mancanza di motivazioni. “Ora vivo il momento più bello della mia carriera”, aveva dichiarato dopo quel successo, diventando il quarto giocatore nella storia a vincere due volte il torneo tedesco, dopo Federer, Kafelnikov e Haas.

Quella vittoria su Sinner ad Halle rimase però un episodio isolato. Agli US Open 2025, l’azzurro si prese una rivincita sontuosa, travolgendo Bublik con un perentorio 6-1, 6-1, 6-1 in appena un’ora e ventuno minuti. Al termine del match, il kazako non poté fare altro che inchinarsi alla superiorità dell’avversario con la sua consueta ironia: “Sei incredibile, incredibile. Io non sono così scarso ma tu sei il Goat”. Una battuta che nascondeva, come spesso accade con Bublik, una verità profonda.

Anche al Roland Garros 2025 il copione si ripeté: dopo una straordinaria cavalcata che lo aveva portato ai quarti di finale — il suo miglior risultato in uno Slam — Bublik si scontrò nuovamente con il muro Sinner, sconfitto in tre set con il punteggio di 6-1, 7-5, 6-0. Nonostante il risultato, il kazako non perse il suo proverbiale senso dell’umorismo, commentando sui social con un ironico “I almost got him guys” che fece sorridere il mondo del tennis.

Sul fronte dei risultati concreti, la vittoria all’ATP 250 di Hong Kong a gennaio 2026 contro Lorenzo Musetti aveva sancito il suo ingresso per la prima volta tra i primi dieci giocatori del mondo, un traguardo storico per un tennista dal talento cristallino ma a lungo discontinuo. La semifinale di Monte Carlo, pur conclusa con una sconfitta netta, conferma che Bublik è ormai stabilmente tra i protagonisti del circuito, capace di competere ai massimi livelli anche se il salto definitivo verso i vertici assoluti resta ancora da compiere.