"Se fosse una persona normale sarebbe ancora in riabilitazione" sottolinea Andrea Panzeri.
Andrea Panzeri, il chirurgo che da anni è il responsabile medico della Fisi, ha parlato con Tuttosport dell’incredibile exploit di Federica Brignone, capace di vincere l’oro alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina a dieci mesi di distanza da un infortunio che sembrava avere messo a repentaglio la sua stessa carriera.
“Abbiamo scelto tempi giusti, a partire da operarla la sera stessa dell’incidente a Milano con l’équipe giusta, la scelta del J Medical di Torino. Ma la campionessa fa sempre la differenza. Se fosse una persona normale sarebbe ancora in riabilitazione. Lei ha messo tantissimo del suo, ma non abbiamo mai messo in dubbio ” ha raccontato.
Non appena si è venuti a conoscenza dell’incidente di Federica non si è perso neppure un minuto. “Era da operare a Lione con Gabriel Thiebat – ha aggiunto il luminare -. Ci siamo guardati e detto: no, non ci possiamo credere. Siamo tornati al volo a Milano, organizzato l’intervento con anche Riccardo Accetta. Un gruppo di lavoro che mi affianca da anni. Chi specializza sull’osso, chi sulle parti molli e sui legamenti. Abbiamo inserito una placca e sette viti. Valutiamo quando toglierle”.
Fermare la Brignone, al termine dell’Olimpiade, per completare la guarigione, non è una possibilità che è stata messa sul tavolo. “No, con certi atleti si lavora in modo diverso. Sanno i rischi che corrono e cosa devono fare. Hanno la testa che fa la differenza” ha concluso Panzeri.
Fino a giovedì mattina la Tigre aveva conquistato 3 medaglie a Cinque Cerchi: 1 argento (slalom gigante a Pechino 2022) e 2 bronzi (slalom gigante a Pyeongchang 2018; combinata a Pechino 2022). Ora in bacheca c’è anche il clamoroso oro di Milano Cortina 2026.