Thiago Motta
Aggiornato Mer 08 Apr 2026 alle 08:34Le ultime notizie su Thiago Motta raccontano la storia di un allenatore in bilico tra passato e futuro, ancora legato contrattualmente alla Juventus nonostante l’esonero risalga ormai a oltre un anno fa. Il tecnico italobrasiliano, esonerato il 23 marzo 2025 dopo appena 42 partite sulla panchina bianconera, continua a percepire il proprio stipendio dal club torinese e rappresenta una voce di costo significativa per le casse della Vecchia Signora.
Il ritorno in panchina: l’ipotesi Bologna torna d’attualità
Secondo le ultime indiscrezioni di febbraio 2026, Thiago Motta potrebbe presto tornare ad allenare, e lo farebbe in un contesto a lui familiare: il Bologna. La posizione di Vincenzo Italiano sulla panchina rossoblù sarebbe in bilico dopo una serie di risultati deludenti nella prima parte del 2026, e la proprietà starebbe valutando seriamente il ritorno dell’allenatore che nel 2024 aveva compiuto il miracolo della qualificazione in Champions League. Un ritorno che avrebbe del romantico, considerando che fu proprio dal Bologna che Motta partì per approdare alla Juventus nell’estate del 2024.
Per rendere possibile questo scenario, Motta dovrebbe rescindere anticipatamente il contratto che lo lega ai bianconeri fino al 2027. Un accordo che, stando alle cifre circolate, garantisce al tecnico circa 3 milioni di euro netti all’anno. Le ultime voci sul possibile ritorno al Bologna sembrano concrete, e la Juventus non potrebbe che accogliere favorevolmente una simile soluzione, liberandosi finalmente di un peso economico che si trascina da oltre dodici mesi.
Una lunga serie di rifiuti: da Monaco a Spartak Mosca
Prima di arrivare all’ipotesi Bologna, la storia post-Juventus di Motta è stata costellata di porte chiuse. Nell’autunno del 2025, il tecnico aveva rifiutato la proposta del Monaco in Ligue 1, club che cercava un sostituto di Adi Hutter. Poco dopo era arrivato il no allo Spartak Mosca, che cercava un successore di Dejan Stankovic. A dicembre 2025, secondo il quotidiano spagnolo Marca, Motta era tra i candidati principali per la panchina della Real Sociedad, quartultima in Liga e in cerca di una svolta immediata, ma anche quella pista non si è concretizzata.
Ancora prima, in estate, si era parlato con insistenza di un possibile approdo al Bayer Leverkusen e persino al Fenerbahçe, dopo l’addio di José Mourinho al club turco. In tutti questi casi, la Juventus aveva incrociato le dita sperando in una firma che avrebbe consentito al club di risparmiare cifre considerevoli — si parlava di quasi 15 milioni di euro lordi complessivi fino alla scadenza del contratto. La trattativa con il Bayer Leverkusen aveva fatto sperare i tifosi bianconeri, ma anche quella si era arenata.
Il comportamento di Motta ha generato malcontento tra i sostenitori della Juventus, che sui social hanno più volte espresso la propria frustrazione per una situazione paradossale: un allenatore esonerato che continua a essere pagato profumatamente dal club, rifiutando offerte di lavoro una dopo l’altra. La società, dal canto suo, non può fare altro che attendere che il tecnico trovi una nuova sistemazione per interrompere l’erogazione dello stipendio.
L’esonero e le sue conseguenze economiche
Per comprendere appieno la situazione attuale, è utile ricordare come si arrivò alla rottura. L’esonero ufficiale di Thiago Motta dalla Juventus arrivò il 23 marzo 2025, dopo una stagione segnata da risultati altalenanti e da due pesanti sconfitte consecutive contro Atalanta e Fiorentina — sette gol subiti, zero segnati — che avevano reso la posizione del tecnico insostenibile. Al suo posto fu chiamato Igor Tudor, con un contratto valido solo fino al termine della stagione.
Il costo dell’operazione fu immediatamente quantificato: circa 15 milioni di euro lordi tra lo stipendio residuo garantito a Motta per contratto e l’ingaggio del nuovo allenatore. Una spesa imprevista che si è poi trascinata ben oltre il previsto, dato che Motta è rimasto senza panchina per tutto il 2025 e oltre. Nel frattempo, la Juventus si è ritrovata nella paradossale situazione di avere contemporaneamente tre allenatori a libro paga: Motta, Tudor (poi esonerato a fine ottobre 2025) e Luciano Spalletti, subentrato in seguito.
Dopo l’esonero, Motta aveva rotto il silenzio in un’intervista al Corriere della Sera, respingendo l’etichetta di fallimento: «Il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto, che era l’obiettivo prioritario a inizio stagione». Parole che non avevano convinto i tifosi, ma che avevano restituito l’immagine di un allenatore convinto delle proprie idee e desideroso di rimettersi in gioco alle proprie condizioni. Condizioni che, almeno fino a oggi, nessun club sembrava in grado di soddisfare — fatta eccezione, forse, per il Bologna.