Thiago Motta
Aggiornato Mar 15 Set 2026 alle 16:41Le ultime notizie su Thiago Motta raccontano una parabola sorprendente: dall’esonero della Juventus nel marzo 2025 fino alla candidatura per la panchina della Nazionale italiana nell’estate 2026, passando per mesi di rifiuti e attesa. Un percorso tortuoso che ha tenuto il tecnico italobrasiliano al centro del dibattito calcistico italiano per oltre un anno.
Dalla Juventus al limbo: i mesi dei rifiuti
L’avventura di Motta alla Juventus si è conclusa il 23 marzo 2025, con un esonero che è costato al club bianconero circa 15 milioni di euro, considerando il contratto firmato l’estate precedente per tre anni a cinque milioni a stagione. Le cause del divorzio erano molteplici: due pesanti sconfitte consecutive contro Atalanta (0-4) e Fiorentina, l’eliminazione dalla Champions League e dalla Coppa Italia, e un clima sempre più teso nello spogliatoio. Giocatori come Danilo e Rabiot avevano pubblicamente preso le distanze dall’allenatore, e anche Federico Chiesa aveva rivelato di essere stato messo fuori dal progetto con parole dirette: ‘Non fai parte del progetto, cercati una squadra’.
Nonostante l’esonero, Motta è rimasto a lungo sotto contratto con la Juventus fino al 2027, rifiutando una serie di proposte che avrebbero alleggerito il peso economico sui bianconeri. Prima il Monaco, poi la Real Sociedad, poi lo Spartak Mosca: tutte offerte declinate dall’ex allenatore del Bologna, in attesa di un progetto che ritenesse all’altezza delle sue ambizioni. I tifosi juventini, esasperati, hanno più volte espresso sui social il loro malcontento per una situazione che teneva il club a pagare uno stipendio a un tecnico fermo. A novembre 2025 anche la Fiorentina aveva sondato il terreno, con Motta indicato come favorito per sostituire Stefano Pioli, ma anche quella pista non si era concretizzata.
In questo lungo periodo di inattività, Motta aveva rotto il silenzio con un’intervista al Corriere della Sera, difendendo il proprio operato alla Juventus: ‘Non sono d’accordo quando sento parlare di fallimento: il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto’. Parole che non avevano convinto tutti, ma che avevano restituito l’immagine di un allenatore convinto delle proprie idee e non disposto a svendere la propria carriera.
Il nome di Motta torna d’attualità: la panchina azzurra
A distanza di oltre un anno dall’esonero juventino, le ultime news su Thiago Motta lo vedono protagonista di uno scenario inaspettato: la corsa alla panchina della Nazionale italiana. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il nome dell’italobrasiliano era già comparso nella short list costruita dal nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo prima ancora che si consumasse il clamoroso no di Pep Guardiola. In quella fase, Motta avrebbe declinato con cortesia, preferendo non inserirsi in un progetto che richiedeva disponibilità totale e immediata.
La situazione è però cambiata radicalmente dopo il caos seguito al rifiuto di Guardiola e al naufragio della candidatura di Andrea Pirlo, travolta dalle polemiche per uno sponsor russo. Secondo la Gazzetta dello Sport, il presidente della FIGC Giovanni Malagò starebbe tentando un salvataggio in extremis proprio puntando su Motta, il cui profilo si adatterebbe perfettamente alla filosofia immaginata da Maldini e Leonardo: capacità di lavorare con i giovani, conoscenza dell’ambiente di Coverciano da ex nazionale azzurro, e una visione di gioco moderna e propositiva. Interpellato dai cronisti, Malagò non ha né confermato né smentito: ‘Non posso dire né sì né no’, ha risposto laconicamente.
La candidatura di Motta arriva in un momento di grande confusione per la Federcalcio, con lo stesso Maldini a rischio addio e le polemiche con il ministro dello Sport Abodi che si sono infiammate. In questo contesto, Thiago Motta rappresenterebbe una soluzione di compromesso capace di accontentare più parti: un nome italiano di peso internazionale, libero da contratti, con esperienza nella gestione dei giovani e un passato da calciatore in azzurro. Elementi che, sulla carta, lo rendono il candidato ideale per guidare la ricostruzione del calcio italiano.
Resta da capire se questa volta l’ex tecnico del Bologna sarà disposto ad accettare. Dopo oltre un anno di attesa e rifiuti, la panchina della Nazionale potrebbe rappresentare quella proposta giusta che Motta stava cercando: un progetto ambizioso, costruito su basi solide, con la libertà di lavorare nel lungo periodo sulla formazione dei giovani talenti italiani. Le prossime ore saranno decisive.