San Antonio Spurs

Aggiornato Mar 09 Giu 2026 alle 08:25

La stagione 2025-2026 degli San Antonio Spurs resterà nella storia della franchigia texana. Dopo anni di ricostruzione, il team guidato da coach Mitch Johnson ha compiuto un percorso straordinario, culminato con la conquista delle NBA Finals, dove affronterà i New York Knicks. Il grande protagonista di questa cavalcata è stato, inevitabilmente, Victor Wembanyama, il fenomeno francese che ha trascinato San Antonio dal primo all’ultimo giorno della stagione.

La cavalcata playoff: da Portland fino alla gara 7 contro OKC

Il cammino degli Spurs nella post-season è iniziato contro i Portland Trail Blazers, non senza qualche brivido. In gara 2, Wembanyama ha subito una commozione cerebrale dopo una brutta caduta, costringendo la stella francese a lasciare il campo dopo soli 12 minuti. La paura è stata tanta, ma il recupero è stato rapido. Rientrato in gara 5 contro Minnesota, Wemby ha immediatamente dimostrato di non aver perso smalto, chiudendo con 27 punti, 17 rimbalzi e 3 stoppate in una vittoria schiacciante per 126-97. San Antonio ha poi eliminato i Timberwolves e si è guadagnata la sfida con gli Oklahoma City Thunder, campioni NBA in carica.

La serie contro OKC si è rivelata uno dei confronti più avvincenti nella recente storia dei playoff NBA. Gli Spurs hanno vinto subito gara 1 in modo clamoroso: doppio overtime e Wembanyama da 41 punti e 24 rimbalzi, diventando il giocatore più giovane di sempre con almeno 40 punti e 20 rimbalzi in una partita di playoff, superando il record che apparteneva alla leggenda Kareem Abdul-Jabbar. La serie è andata avanti in modo altalenante, con i Thunder che si sono portati sul 3-2 prima che San Antonio reagisse con una prestazione dominante in gara 6 (118-91), trascinata da un Wembanyama da 28 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate.

La resa dei conti è arrivata in gara 7, disputata sul campo di Oklahoma City. Gli Spurs non si sono fatti intimorire dal fattore campo e si sono imposti 111-103, con Wembanyama autore di 22 punti e un contributo fondamentale di Champaigne (18 punti). Dall’altra parte, i 35 punti dell’MVP Shai Gilgeous-Alexander non sono bastati a evitare l’eliminazione dei Thunder. «Questa sensazione non riesco a spiegarla. È incredibile. Non abbiamo ancora finito», ha dichiarato Wembanyama a ESPN dopo il fischio finale.

Una regular season da protagonisti assoluti

Il percorso verso le Finals non è nato dal nulla. Gli Spurs hanno costruito la loro stagione mattone dopo mattone, partendo da un inizio di regular season straordinario. San Antonio aveva aperto il campionato con cinque vittorie consecutive, con Wembanyama già in grande spolvero: contro Miami, ad esempio, il francese aveva messo a referto 27 punti, 18 rimbalzi e cinque stoppate. A dicembre, gli Spurs erano già la seconda forza della Western Conference, con un record di 21 vittorie e sole 7 sconfitte.

Un momento significativo della stagione regolare è stato la finale di NBA Cup, persa contro i New York Knicks per 124-113. Quella sconfitta, però, non ha scalfito le ambizioni della squadra, che ha continuato a macinare vittorie. Particolarmente emblematica era stata la semifinale della stessa competizione, dove San Antonio aveva eliminato a sorpresa proprio OKC, con Wembanyama decisivo con 21 punti in 21 minuti al rientro da un lungo infortunio. I Thunder, che non perdevano una partita dal 5 novembre, erano stati fermati dagli Spurs in quello che era già un segnale premonitore.

Nel corso della stagione, Wembanyama ha continuato ad accumulare record e riconoscimenti. A novembre aveva realizzato la sua seconda partita da 5×5 in carriera (25 punti, 9 rimbalzi, 7 assist, 5 palle rubate e 5 stoppate contro Utah), entrando in un club esclusivo con Hakeem Olajuwon e Andrei Kirilenko. A dicembre aveva raggiunto quota 100 partite consecutive con almeno una stoppata, avvicinandosi ai record storici di Patrick Ewing e Dikembe Mutombo.

Wembanyama e il futuro degli Spurs: una dinastia che nasce

Quello che sta costruendo San Antonio ricorda, per certi versi, le grandi dinastie del passato della franchigia. L’addio di Gregg Popovich, che nella scorsa stagione aveva ufficialmente lasciato la panchina dopo 29 anni, aveva segnato la fine di un’era. Ma il nuovo corso, affidato a Mitch Johnson, sembra già aver trovato la sua identità. «Già a ottobre sapevamo di avere la possibilità di fare bene», ha dichiarato lo stesso Johnson dopo la vittoria in gara 7 contro OKC. «I giocatori hanno fatto quello che hanno fatto per tutta la stagione e hanno saputo affrontare il momento più importante alla grande».

Attorno a Wembanyama, gli Spurs hanno costruito un roster equilibrato e competitivo. Stephon Castle si è confermato un talento cristallino, capace di contribuire sia in fase offensiva che difensiva. Devin Vassell e De’Aaron Fox hanno garantito qualità e continuità, mentre giovani come Dylan Harper hanno dimostrato di poter recitare un ruolo importante nei momenti decisivi. La squadra ha dimostrato di saper vincere in modi diversi: con le stelle, con il collettivo, con la difesa e con l’attacco.

Ora San Antonio si prepara per le NBA Finals contro i New York Knicks, già in finale da qualche giorno. Sarà una sfida affascinante tra due delle franchigie più iconiche della lega, con Wembanyama che cercherà il primo anello della sua giovane carriera. Per gli Spurs, sarebbe il sesto titolo della loro storia. Per il basket NBA, l’inizio di una nuova era.