Nba Finals, New York Knicks ko davanti a Donald Trump (contestato)

Articolo di Andrea Gussoni

San Antonio si è così imposto per 115-111, conquistando il primo successo della propria serie finale

Dopo essersi portati sorprendentemente sul 2-0 nella serie grazie alle due vittorie conquistate a San Antonio, i New York Knicks nelle finali Nba sono incappati nella prima battuta d’arresto proprio davanti al pubblico del Madison Square Garden. In gara-3, disputata nella notte italiana, gli Spurs hanno infatti espugnato New York, riaprendo la corsa al titolo. La serie vede ora i Knicks avanti 2-1, con gara-4 in programma l’11 giugno.

Quando la situazione sembrava ormai compromessa dopo le due sconfitte casalinghe iniziali, San Antonio ha trovato una reazione di grande carattere. Gli Spurs sono partiti forte, mettendo a referto 33 punti nel primo quarto e costruendo rapidamente un vantaggio di 11 lunghezze. New York, però, non si è arresa. Una tripla di OG Anunoby ha dato il via a un parziale di 11-2 che ha riportato i Knicks a contatto. Successivamente Jalen Brunson ha firmato il canestro del sorpasso, consentendo ai padroni di casa di chiudere il primo tempo con sette punti di margine.

Nella ripresa è arrivata la risposta degli ospiti. Trascinati da uno straordinario Victor Wembanyama, gli Spurs hanno ripreso il controllo dell’incontro fino a portarsi sul 111-104 a pochi minuti dalla sirena finale. Stephon Castle ha poi mantenuto il sangue freddo dalla lunetta dopo una tripla pesante, mentre il canestro conclusivo di Anunoby si è rivelato inutile ai fini del risultato.

San Antonio si è così imposto per 115-111, conquistando il primo successo della propria serie finale. Grande protagonista Wembanyama, autore di 32 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. Per i Knicks non sono bastati i 32 punti del solito Brunson. Gli Spurs alimentano così le speranze di rimonta, mentre New York è chiamata a reagire immediatamente per evitare che l’inerzia della serie cambi direzione.

Nel frattempo, all’esterno del Madison Square Garden, la partita si è intrecciata con il clima politico del momento. Tra i tifosi e i manifestanti presenti si notavano cartelli con slogan come “Airball Trump”, gioco di parole ispirato a un tiro che non colpisce nemmeno il ferro, e “Stop war on Iran”. Il coro più ripetuto era però “Knicks in four, Trump no more”, una frase che univa il sostegno alla squadra newyorkese alla protesta contro il presidente degli Stati Uniti.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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