Pallacanestro Varese

Aggiornato Dom 10 Mag 2026 alle 19:09

La Pallacanestro Varese chiude un aprile intenso e ricco di emozioni, tra risultati sul campo, scenari di mercato clamorosi e il cordoglio per la scomparsa di un’icona del basket mondiale. Le ultime notizie sull’Openjobmetis raccontano di una squadra che ha lottato fino all’ultimo per i playoff, di un futuro societario che potrebbe rivoluzionare il panorama della pallacanestro italiana e di un omaggio toccante a Oscar Schmidt.

Il derby con Cantù e la corsa playoff sfumata

Il 19 aprile il Paladesio di Cantù ha ospitato uno dei derby lombardi più attesi della stagione, con in palio obiettivi diametralmente opposti: la salvezza per i brianzoli, i playoff per i biancorossi. La partita ha vissuto di continui capovolgimenti di fronte: Varese era arrivata all’appuntamento con 22 punti in classifica e la zona playoff nel mirino, forte di un momento di forma positivo testimoniato dalla vittoria per 91-90 su Sassari nella giornata precedente, decisa da un canestro di Iroegbu a un secondo dalla fine. Nel derby, però, i biancorossi non sono riusciti a portare a casa il risultato. Cantù, dopo essere andata sotto di quattro punti a due minuti dal termine, ha trovato le risorse per ribaltare tutto: Moraschini, Green e Fevrier hanno suonato la carica e il match si è chiuso 100-96 in favore dei padroni di casa.

Una sconfitta che pesa, come sottolineato dallo stesso playmaker Matteo Librizzi alla vigilia: «Per entrambe le squadre la vittoria avrebbe un valore fondamentale per i rispettivi obiettivi di classifica. In questi mesi abbiamo dimostrato di poter competere e vincere contro chiunque». Parole di fiducia che non sono bastate a evitare una serata amara. Il racconto del derby restituisce l’immagine di una Varese che ha lottato ma non è riuscita a chiudere nei momenti decisivi, complicando sensibilmente le proprie ambizioni di post-season.

Da segnalare anche la curiosa vicenda legata ai tifosi ospiti: il Prefetto di Monza-Brianza aveva vietato la trasferta ai supporter biancorossi, una decisione che aveva suscitato la solidarietà della stessa curva canturina, scesa in campo con striscioni di protesta in segno di vicinanza ai «cugini» varesini. Un gesto di fair play che non ha però cambiato l’esito della serata.

L’omaggio a Oscar Schmidt: «Segna da lassù»

Prima del fischio d’inizio del derby, il Paladesio si è fermato per rendere omaggio a Oscar Schmidt, scomparso a soli 68 anni dopo una lunga battaglia contro il tumore al cervello. La tifoseria biancoblù di Cantù ha esposto uno striscione toccante — «Oscar, segna da lassù» — durante il minuto di cordoglio, ma il tributo ha attraversato l’intero mondo della pallacanestro italiana, Varese compresa. La storia di Schmidt e del suo legame con l’Italia è indissolubile: 13.957 punti in Serie A con una media di 34,6 a partita, record assoluto per un giocatore straniero, e un posto nella Basketball Hall of Fame dal 2013 come primo brasiliano a ricevere tale onore.

Il legame del «Mano Santa» con l’Italia, e in particolare con Caserta dove militò per otto stagioni dal 1982 al 1990, era rimasto vivo fino alla fine. Tra le voci più commoventi si è levata quella di Giacomo Galanda, che su Instagram ha ricordato quanto Schmidt avesse contribuito ad avvicinare intere generazioni alla pallacanestro: «C’erano diversi motivi per cui in Italia un ragazzo si innamorava della pallacanestro negli anni ’80 e ’90. Oscar Schmidt era certamente uno di questi». Il figlio Felipe ha aggiunto parole strazianti: «Come figlio, ho solo da dire: papà, mi mancherai. Onorerò tutto ciò che mi hai insegnato su come essere un uomo».

Il futuro societario: RedBird e il progetto NBA Europe

Sul fronte societario, le ultime settimane hanno portato un’indiscrezione destinata a scuotere il basket italiano. Secondo quanto riportato da Radio Rossonera, Gerry Cardinale, presidente del Milan e fondatore di RedBird, avrebbe messo nel mirino il titolo sportivo della Pallacanestro Varese con l’obiettivo di trasferirlo a Milano per creare una franchigia nell’ambito del progetto NBA Europe. La nuova squadra giocherebbe in un’arena da 15.000 posti nell’area di San Francesco a San Donato Milanese, con l’Olimpia Milano che resterebbe completamente estranea all’operazione.

Il piano, spinto dalle indicazioni della NBA stessa, prevede che una franchigia europea possa esistere solo nel capoluogo lombardo. Di fronte all’incertezza dell’Olimpia — vincolata da un contratto con l’Eurolega — RedBird avrebbe bussato alla porta di Luis Scola, CEO e comproprietario della Pallacanestro Varese, il quale avrebbe accolto con grande interesse la prospettiva. L’indiscrezione clamorosa sul futuro di Varese ha inevitabilmente tenuto banco anche nello spogliatoio, anche se Librizzi, interpellato sull’argomento, ha preferito non commentare, confermando solo che Scola aveva tenuto un discorso alla squadra senza specificarne i contenuti.

Intanto, sul mercato, tiene banco il futuro di Olivier Nkamhoua: l’ala finlandese, autore di una stagione di alto livello con 15 punti e 5,6 rimbalzi di media, è finito nel mirino di club di primo piano come Barcellona, Valencia, Partizan e Stella Rossa. Il suo contratto scade il 30 giugno 2026 senza clausole di rinnovo a favore del club, e una qualificazione europea avrebbe ulteriormente fatto lievitare il suo valore. La stagione di Varese, però, si è chiusa senza il traguardo playoff, rendendo ancora più incerto il suo futuro in biancorosso.