Cantù e Varese in campo nel nome di Oscar Schmidt

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il leggendario brasiliano, scomparso a 68 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, è ricordato dai tifosi con un omaggio da brividi.

Oscar Schmidt, tragicamente scomparso ad appena 68 anni dopo una lunga battaglia contro il tumore al cervello, ha scritto la storia del basket scrivendo a caratteri indelebili il suo nome nel cuore di tifosi, appassionati e anche giocatori di tutto il mondo. Così anche domenica, in occasione del derby di Serie A tra Cantù e Varese, il leggendario ‘Mano Santa’ è stato celebrato dai sostenitori biancoblù con un sentito omaggio sugli spalti. “Oscar, segna da lassù”, è stato infatti l’omaggio della tifoseria brianzola tramite uno striscione esposto durante il minuto di cordoglio dedicato al leggendario brasiliano.

Un tributo spontaneo e toccante, che si inserisce nel vasto cordoglio che ha attraversato l’intero mondo della pallacanestro dopo la notizia della sua scomparsa. La famiglia di Schmidt ha annunciato la morte con un messaggio straziante, sottolineando come il campione brasiliano abbia affrontato la malattia “con coraggio, dignità e resilienza, rimanendo fino alla fine un esempio di determinazione, generosità e amore per la vita”. Un’eredità, hanno aggiunto i familiari, “che va ben oltre lo sport e continuerà a ispirare generazioni di atleti e tifosi in Brasile e nel mondo intero”. Parole a cui ha fatto eco il messaggio del figlio Felipe: “Come figlio, ho solo da dire: papà, mi mancherai. Onorerò tutto ciò che mi hai insegnato su come essere un uomo e cercherò di essere almeno il 10% dell’essere umano che sei stato. Sei stato un esempio di vita per me e non ti dimenticherò mai”.

Tra le voci più commoventi del mondo del basket italiano si è levata anche quella di Giacomo Galanda, che su Instagram ha voluto ricordare quanto Schmidt avesse contribuito ad avvicinare intere generazioni alla pallacanestro: “C’erano diversi motivi per cui in Italia un ragazzo si innamorava della pallacanestro negli anni ’80 e ’90. Oscar Schmidt era certamente uno di questi. Andate a rivedere la sua tecnica di tiro: poesia! Andate a rivedere per intero il suo discorso alla NBA Hall of Fame: divertente e commovente, come gli attimi in cui si gode la presenza del suo idolo Larry Bird. Grazie per la Persona speciale che sei stato. Personalmente ti voglio ricordare con la tua stessa voce… SORRIDI AL BASKET”.

I numeri di Schmidt raccontano una grandezza difficilmente eguagliabile. In Serie A ha totalizzato 13.957 punti, record assoluto per un giocatore straniero, con una media di 34,6 punti a partita e picchi oltre i 60. È inoltre il giocatore — tra quelli con almeno 100 presenze — ad aver segnato più volte 50 o più punti in una singola gara: ben 28 volte in 403 partite. Con la nazionale brasiliana ha partecipato a cinque Olimpiadi consecutive, stabilendo il record di miglior marcatore olimpico di tutti i tempi con oltre 1.000 punti. Nel 2013 è stato inserito nella Basketball Hall of Fame (Naismith Memorial), diventando il primo brasiliano a ricevere questo onore.

Il legame con l’Italia, e in particolare con Caserta, dove ha militato per otto stagioni dal 1982 al 1990, è rimasto indissolubile fino alla fine. In una intervista rilasciata nel 2023, Schmidt aveva confessato tutto il suo attaccamento alla città campana: “Sapete cosa vuol dire vivere otto anni nello stesso luogo? Una vita, solo qui è stato possibile. Ero felice quando arrivai a Caserta nell’82, perché si realizzava il sogno di giocare in Italia”. La separazione nel 1990 fu vissuta con grande amarezza: “Mi misero addosso una targa di perdente senza senso. Perdente a me, che ho vinto praticamente tutto con i club? Vincere qui sarebbe stato il coronamento della mia carriera, ma non me lo permisero. Rimasi comunque in Italia: piangevo e segnavo”. Caserta, dal canto suo, gli ha ritirato la maglia numero 18 e nel 2016 gli ha conferito la cittadinanza onoraria, sigillo simbolico di un amore reciproco che non si è mai spento.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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