John McEnroe
Aggiornato Lun 08 Giu 2026 alle 11:48Le ultime notizie su John McEnroe ruotano attorno a un tema centrale: il Roland Garros 2026 e il ruolo di Jannik Sinner come grande favorito dello Slam parigino. L’ex fuoriclasse americano, voce autorevole del tennis mondiale in qualità di commentatore e opinionista, ha rilasciato dichiarazioni nette e significative nelle settimane che hanno preceduto il torneo, confermando la sua capacità di alimentare il dibattito tennistico con analisi lucide e talvolta provocatorie.
McEnroe e il Roland Garros 2026: Sinner favorito, ma Djokovic non va sottovalutato
Parlando con Forbes alla vigilia del Roland Garros, McEnroe ha tracciato un quadro chiaro della situazione: Sinner è il punto di riferimento del circuito, e se dovesse puntare su qualcuno per il titolo a Parigi, lo farebbe sull’azzurro. “A Parigi sarà Sinner contro il resto del gruppo”, ha sentenziato l’ex numero uno americano, che nel 1984 raggiunse proprio la finale del Roland Garros, fermato solo da Ivan Lendl.
Tuttavia, McEnroe non ha chiuso la porta alle sorprese. L’assenza di Carlos Alcaraz per infortunio ha, secondo lui, rimescolato le carte in modo significativo: “Sembrava quasi impossibile che certi campioni potessero tornare a vincere uno Slam, ma con l’infortunio di Alcaraz la situazione si è improvvisamente riaperta”. In questo scenario, il nome che McEnroe cita con maggiore insistenza è quello di Novak Djokovic, alla sua ventiduesima partecipazione al torneo parigino, che ha vinto in tre occasioni. “Ha esperienza, sa come si vince e ha già dimostrato di saper sfruttare contesti con scambi più brevi e meno logoranti”, ha spiegato l’americano, ricordando come lo scorso anno Djokovic si fosse fermato in semifinale proprio contro Sinner.
Non è la prima volta che McEnroe mette in guardia sul potenziale del serbo. Già in occasione del Roland Garros 2025, aveva dichiarato alla Gazzetta dello Sport che non vorrebbe mai trovarselo di fronte in un torneo del genere, “perché gioca a casa sua”. E prima della semifinale di Wimbledon 2025 tra Sinner e Djokovic, aveva addirittura attribuito al serbo un “leggero vantaggio”, scatenando un acceso dibattito tra gli appassionati, salvo poi essere smentito dal risultato in favore dell’azzurro.
Il rapporto con Sinner: dall’incredulità all’investitura
Il percorso delle dichiarazioni di McEnroe su Jannik Sinner negli ultimi anni racconta un’evoluzione significativa. Se nel 2022 lo descriveva come “un cantiere aperto” consigliandogli di smettere di leggere i social, e nel giugno 2023 lo rimproverava per aver sprecato match point contro Altmaier al Roland Garros, già a inizio 2024 aveva cambiato tono in modo deciso: “È pronto per vincere uno Slam. Mi stupirei se non vincesse un Major quest’anno”, aveva detto alla Gazzetta dello Sport prima degli Australian Open, torneo che Sinner avrebbe poi effettivamente conquistato.
La crescita dell’altoatesino ha finito per sorprendere persino McEnroe. In un’intervista a ESPN del settembre 2025, l’americano ha ammesso apertamente: “È incredibile, Sinner sta giocando a un livello che non mi aspettavo potesse essere così alto a questo punto della sua carriera. Sono molto stupito che sia così bravo”. Un giudizio che si è ulteriormente consolidato dopo la vittoria di Sinner a Wimbledon 2025 su Alcaraz in quattro set, quando McEnroe ha commentato alla BBC: “Questa vittoria eleva ancora di più il livello di questa rivalità. Nessuno degli altri tennisti è al livello di questi due ragazzi in questo momento”.
Anche il ruolo di Darren Cahill è stato più volte sottolineato da McEnroe, che ha definito il coach australiano da “Hall of Fame”: “Ha allenato Andre Agassi, Simona Halep, Lleyton Hewitt. Ha fatto un gran lavoro con Jannik Sinner, lo ha reso più convinto, ha cambiato il suo servizio”. Un elogio che si inserisce in un quadro più ampio di stima per il team che circonda l’azzurro.
Le dichiarazioni più discusse: Nadal, Alcaraz e i paragoni storici
Tra le ultime notizie che hanno fatto più discutere, spicca l’affermazione rilasciata da McEnroe ad aprile 2026 a margine del Masters 1000 di Monte Carlo, dove ha sostenuto che sia Sinner che Alcaraz sarebbero favoriti contro Nadal sulla terra battuta, al massimo delle rispettive potenzialità. Una dichiarazione che ha scatenato polemiche sui social, con molti che hanno accusato l’americano di sottovalutare il dominio storico del maiorchino sulla terra rossa, dove Nadal vanta un record di vittorie del 90,5% e una striscia di 81 successi consecutivi tra il 2005 e il 2007.
McEnroe non si è tirato indietro nemmeno sui paragoni più ambiziosi. In un’intervista al Corriere della Sera del giugno 2025, dopo la leggendaria finale del Roland Garros vinta da Alcaraz su Sinner al super tie-break del quinto set, aveva paragonato la rivalità tra i due a quella tra Beatles e Rolling Stones, aggiungendo: “Il livello del loro tennis è il più alto che ho mai visto”. E sulla possibilità che uno dei due possa superare i venti Slam dei Big Three: “A me pare folle, però mai dire mai”.
Quello di McEnroe rimane dunque uno sguardo privilegiato sul tennis contemporaneo: capace di investiture pesanti, di retromarce oneste — come quella dopo la sconfitta di Sinner contro Djokovic agli Australian Open 2026, quando ammise di aver dato per scontata la vittoria dell’azzurro — e di analisi che, nel bene o nel male, non mancano mai di accendere il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori.