“Lo abbiamo visto a Montecarlo e a Roma: Jannik stava faticando contro Machac e Medvedev, ma poi ha vinto"
John McEnroe non ha dubbi sul Roland Garros: “Mi sembra chiaro: è Sinner contro tutti. Jannik è largamente favorito. Lui e Alcaraz appartengono a un altro livello, ed è terribile per il tennis che Carlos non possa giocare a Parigi e a Wimbledon”. Per McEnroe, l’unico spiraglio per gli avversari è legato alle condizioni atmosferiche: “L’unica possibilità che posso concedere agli avversari di Sinner è che resti a lungo questo caldo, una situazione che lui soffre un po’. Penso che un giocatore fisicamente forte, in grado di sfruttare le condizioni climatiche estreme, potrebbe metterlo in difficoltà”.
Anche nei momenti più complicati, però, Sinner trova sempre il modo di prevalere: “Lo abbiamo visto a Montecarlo e a Roma: Jannik stava faticando contro Machac e Medvedev, ma poi ha vinto. L’unica possibilità che hai è quella di giocare scambi di 30 colpi e cercare di sopraffarlo. Mi chiedo: ci sono giocatori in grado di riuscirci, in questo momento?”.
Secondo McEnroe, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il salto di qualità dell’azzurro nasce da una crescita continua: “Jannik si è affidato a un team di altissimo livello, con due grandi allenatori, ed è un grandissimo lavoratore: infatti ogni anno aggiunge qualcosa al suo gioco”. E ancora: “Credo che il vero segreto di Jannik negli ultimi due anni risieda nel fatto che è davvero felice di giocare a tennis”.
Alla domanda su come avrebbe provato ad affrontarlo ai tempi migliori, McEnroe sorride: “Ragazzi, rispetto alle velocità di adesso io giocavo in slow motion…”. Poi entra nei dettagli tattici: “Proverei a farlo muovere verso gli angoli, a essere molto aggressivo in risposta, a variare il ritmo con la palla corta, proverei ad attaccarlo quando fosse distante dalla riga di fondo, perché il primo passo sulla terra è più complicato e perciò il passante è meno preciso”.
Nonostante il dominio di Sinner, McEnroe intravede comunque qualche possibile outsider: “Senza Alcaraz si è aperta la corsa per la finale dall’altra parte del tabellone. Zverev comunque arriva sempre in fondo, Djokovic ha battuto Jannik in Australia, ma bisogna capire come possono incidere i 39 anni, Ruud sulla terra è tornato molto solido. Però tutti, per avere qualche chance con Jannik, devono giocare la partita della vita”.