Francesco Acerbi
Aggiornato Mar 09 Giu 2026 alle 12:49La storia di Francesco Acerbi all’Inter si è conclusa nel corso della stagione 2025-2026, segnando la fine di un’era per uno dei difensori più rappresentativi degli ultimi anni del club nerazzurro. Le ultime notizie sul centrale lombardo raccontano di un addio progressivo, tra infortuni ricorrenti, scelte tecniche e un futuro che sembra ormai lontano da Milano.
Acerbi fuori dai piani: infortuni e gerarchie cambiate
Le ultime notizie su Acerbi all’Inter dipingono un quadro chiaro: il difensore, che compirà 38 anni il prossimo febbraio, ha perso definitivamente il posto da titolare nelle gerarchie di Cristian Chivu. Già a partire dall’autunno 2025, il tecnico nerazzurro aveva iniziato a preferirgli altre soluzioni, spostando persino Yann Bisseck al centro della difesa pur di non schierare l’esperto centrale. L’ultima presenza da titolare risaliva al 25 ottobre, nella sconfitta contro il Napoli, prima di una serie di panchine consecutive.
A complicare ulteriormente la situazione ci hanno pensato i continui problemi fisici. Durante la partita di Champions League contro il Liverpool, Acerbi è stato costretto a uscire intorno alla mezz’ora per un risentimento ai flessori della coscia destra, infortunio che gli ha impedito di prendere parte alla Supercoppa Italiana di Riad. Un pattern purtroppo ricorrente per il difensore, che nel corso della sua esperienza nerazzurra ha dovuto fare i conti con numerosi stop muscolari, inclusa un’operazione per pubalgia nell’estate del 2024.
La sconfitta ai rigori contro il Bologna nella semifinale di Supercoppa ha ulteriormente accelerato le riflessioni della dirigenza. Acerbi era sceso in campo da titolare, ma la sua prestazione non aveva convinto pienamente, soprattutto per l’intesa non perfetta con Bisseck e Bastoni. Un segnale che il club ha interpretato come conferma della necessità di ringiovanire il reparto difensivo.
Addio all’Inter e futuro in Arabia Saudita
Con il contratto in scadenza a giugno 2026, l’addio di Acerbi all’Inter era ormai scritto da mesi. La società nerazzurra non ha mostrato interesse per un prolungamento, coerentemente con la strategia di Beppe Marotta e Piero Ausilio di abbassare l’età media della rosa, in particolare in difesa. Insieme ad Acerbi, anche Stefan de Vrij avrebbe lasciato il club al termine della stagione, segnando la fine di un ciclo difensivo che aveva portato lo scudetto del 2024 e la Coppa Italia del 2023.
Per Acerbi si era parlato con insistenza di un approdo in Arabia Saudita, sponda Al-Hilal di Simone Inzaghi. Il suo ex allenatore all’Inter lo avrebbe voluto con sé, sognando l’accoppiata con Koulibaly. Un’opportunità che avrebbe permesso al difensore di chiudere la carriera all’estero per la prima volta, con un ingaggio importante. I primi contatti con l’entourage del giocatore erano stati avviati già a novembre 2025.
Nel frattempo, l’Inter aveva già individuato i possibili sostituti. I nomi più caldi erano quelli di Marcos Senesi, difensore argentino del Bournemouth in scadenza di contratto, e di Oumar Solet, rivelazione dell’Udinese considerato pronto per il salto in una grande. In precedenza, a dicembre 2025, era circolato anche il nome di Mario Gila della Lazio come obiettivo immediato per il mercato di gennaio, con l’Inter disposta a investire tra i 20 e i 30 milioni per rinforzare subito la retroguardia.
Il capitolo Nazionale e la polemica con Spalletti
Parallelamente alle vicende nerazzurre, Acerbi aveva vissuto un momento di forte tensione con la Nazionale italiana. Nel giugno 2025, a pochi giorni dalla finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG a Monaco di Baviera, il difensore aveva rifiutato la convocazione dell’allora ct Luciano Spalletti per le qualificazioni mondiali contro Norvegia e Moldavia. Un gesto clamoroso, accompagnato da un lungo post su Instagram in cui Acerbi aveva parlato di mancanza di rispetto e della necessità di “fare un passo indietro”.
La risposta di Spalletti era stata altrettanto netta, con il tecnico toscano che aveva dichiarato pubblicamente: “Un giorno mi spiegherà dove gli ho mancato di rispetto”. Anche Gianluigi Buffon, capo delegazione azzurro, aveva bacchettato il difensore: “Un calciatore non dice no a Spalletti, dice no a qualcosa di più grande che è l’Italia”. La replica di Acerbi era stata diretta: “Non resto dove non sono voluto”.
La questione era tornata a galla anche in ottobre, quando Spalletti, ospite del Festival dello Sport a Trento, aveva ricostruito la sua versione dei fatti, sostenendo che Acerbi avesse inizialmente accettato la pre-convocazione per poi tirarsi indietro via messaggio. Con il cambio di guida tecnica e l’arrivo di Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra, Acerbi aveva comunque dichiarato di voler tornare in Nazionale in vista dei Mondiali 2026, consapevole però che per farlo avrebbe avuto bisogno di giocare con continuità, cosa che all’Inter non gli era più garantita.
Una carriera straordinaria, la sua, culminata con il gol del 3-3 contro il Barcellona al 93′ nella semifinale di Champions League della stagione precedente — un momento rimasto nella memoria collettiva dei tifosi nerazzurri — ma che a Milano si è chiusa tra infortuni, panchine e qualche polemica di troppo.