Fabio Pisacane

Aggiornato Sab 23 Mag 2026 alle 14:51

Le ultime notizie su Fabio Pisacane raccontano la storia di un allenatore alle prese con una delle fasi più difficili della sua giovane carriera in panchina. Il tecnico napoletano, che nella stagione 2025-26 ha guidato il Cagliari in Serie A dopo aver conquistato la Coppa Italia Primavera battendo il Milan in finale, si trova oggi a dover difendere la propria posizione in un momento delicato sia sul piano sportivo che societario.

Una crisi profonda: sei sconfitte nelle ultime otto partite

I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche. Dopo le tre vittorie consecutive di fine gennaio che avevano illuso tutti, il Cagliari è precipitato in una spirale negativa difficile da arrestare. Nelle ultime otto giornate di campionato, la squadra rossoblù ha raccolto appena due pareggi e subito sei sconfitte, le ultime quattro consecutive. L’ultima in ordine di tempo è arrivata al Mapei Stadium contro il Sassuolo: il Cagliari era riuscito a passare in vantaggio con un rigore di Esposito, salvo poi crollare nella ripresa con le reti di Garcia al 50′ e di Pinamonti al 78′. Nel finale, Obert ha addirittura mancato la porta da posizione favorevole, sprecando l’occasione del possibile pareggio.

Con questa sconfitta, i sardi sono scivolati al sedicesimo posto, superati dalla Fiorentina a quota 32 punti. Il margine sulla zona retrocessione si è assottigliato pericolosamente, rendendo ogni punto prezioso. Il calendario non aiuta: dopo la sfida salvezza contro la Cremonese — ferma a 27 punti, appena tre in più del Cagliari — attendono i rossoblù sfide proibitive come Inter, Atalanta e Milan. La situazione in casa Cagliari è dunque di massima allerta, anche se il club ha ribadito con forza la propria fiducia nell’allenatore, escludendo categoricamente l’ipotesi di esonero.

Il futuro di Pisacane tra fiducia del club e incertezza societaria

Nonostante la crisi di risultati, la dirigenza del Cagliari ha scelto di non mettere in discussione la guida tecnica. Eppure, a complicare ulteriormente il quadro, sono arrivate le dichiarazioni del presidente Tommaso Giulini, che a fine marzo aveva aperto alla possibilità di un ingresso di nuovi investitori legati al progetto del nuovo stadio, con un coinvolgimento che potrebbe arrivare fino alla maggioranza societaria. Parole che, nel mondo del calcio, suonano spesso come un campanello d’allarme per chi siede in panchina: i cambi di proprietà portano frequentemente con sé nuove idee anche sulla guida tecnica.

Pisacane, dal canto suo, sa bene che la salvezza sarebbe il miglior biglietto da visita da presentare ai potenziali nuovi azionisti. Le parole di Giulini hanno inevitabilmente alimentato i dubbi sul futuro del tecnico, anche se per ora il club mantiene una posizione di sostegno nei suoi confronti. La sfida contro la Cremonese di sabato assume quindi un valore che va ben oltre i tre punti: è uno scontro diretto salvezza che potrebbe ridisegnare gli equilibri nella parte bassa della classifica e, al tempo stesso, rafforzare o indebolire la posizione di Pisacane in panchina.

Va ricordato che Pisacane allenatore è una figura relativamente nuova nel panorama del calcio italiano. Dopo aver chiuso la carriera da giocatore — oltre 430 presenze tra i professionisti, più di 150 con la maglia del Cagliari — aveva intrapreso il percorso tecnico sempre in rossoblù, prima come collaboratore della prima squadra, poi nel settore giovanile. Con la Primavera aveva ottenuto due settimi posti consecutivi e soprattutto la storica Coppa Italia di categoria, prima di essere promosso alla guida della prima squadra nell’estate del 2025 in sostituzione di Davide Nicola. Un percorso lineare e tutto interno al club, che ora si trova di fronte alla prova più dura.

Infortuni e mercato: le difficoltà di una stagione complicata

La crisi attuale non è figlia soltanto degli ultimi risultati, ma affonda le radici in una stagione costellata di difficoltà. Tra queste, l’infortunio di Andrea Belotti ha pesato enormemente: l’attaccante si era rotto il crociato il 27 settembre nella sconfitta interna contro l’Inter, restando fuori per mesi. Il suo rientro in gruppo durante la sosta di marzo aveva rappresentato una piccola luce in fondo al tunnel, con l’obiettivo di contribuire già dalla sfida contro il Sassuolo. Anche Yerry Mina, pilastro della difesa, aveva dovuto fare i conti con un problema muscolare nel corso della stagione, costringendo Pisacane a cercare soluzioni alternative al centro della retroguardia.

Sul fronte mercato, il tecnico aveva già in autunno respinto con fermezza le voci su un possibile ingaggio di Mario Balotelli come sostituto di Belotti, preferendo puntare sulle risorse interne. La posizione di Pisacane su Balotelli era stata netta: «Faccio fatica a rispondere, anche per rispetto nei confronti di Andrea. Pensare ora a ciò che si potrebbe fare nel mercato di gennaio mi sembra irrispettoso verso il ragazzo». Una scelta di campo chiara, che riflette il carattere diretto e leale del tecnico napoletano, cresciuto calcisticamente proprio in Sardegna e profondamente legato ai colori rossoblù.

Ora, con la stagione agli sgoccioli e la salvezza ancora tutta da conquistare, Pisacane si gioca tutto nelle ultime settimane di campionato. La sfida contro la Cremonese è probabilmente l’ultima vera occasione per invertire la rotta prima di un finale di stagione che si preannuncia proibitivo. Il tecnico lo sa, la squadra lo sa, e i tifosi — che il club aveva invitato ad Assemini per una seduta di allenamento aperta nel tentativo di ricompattare l’ambiente — lo sanno bene. Il momento della verità è arrivato.