Il tecnico è passato in poche settimane da grande stratega a bersaglio delle contestazioni e, secondo qualcuno, a rischio esonero.
Il Cagliari si ricompatta attorno a Pisacane, anticipando il ritiro ad Assemini in vista della sfida di sabato contro la Cremonese. La sconfitta contro il Sassuolo ha colpito duramente gli isolani, complicando una corsa salvezza che fino a un paio di mesi fa sembrava ormai al sicuro, soprattutto dopo le tre vittorie consecutive di fine gennaio. Da allora, però, il rendimento è crollato: nelle ultime otto partite sono arrivati appena due pareggi e ben sei sconfitte, le ultime quattro consecutive. Una crisi profonda che ha acceso le critiche nei confronti dell’allenatore Fabio Pisacane, passato in poche settimane da grande stratega a bersaglio delle contestazioni e, secondo qualcuno, a rischio esonero. Il club, però, non prende minimamente in considerazione l’ipotesi di esonerarlo.
La sconfitta di sabato al Mapei Stadium ha un sapore particolarmente amaro, perché arrivata dopo una rimonta subita nel secondo tempo. Il Cagliari era riuscito a passare in vantaggio grazie a un rigore trasformato da Esposito, salvo poi crollare nella ripresa: al 50′ Garcia ha pareggiato con un tiro preciso dalla distanza, mentre al 78′ è stato Pinamonti a firmare il gol decisivo, servito da Bakola e bravo a girarsi e superare Caprile. Nel finale, a rendere ancora più amara la serata rossoblù, ci ha pensato Obert: l’esterno sardo, ricevuto un pallone d’oro dopo un’uscita a vuoto di Muric, ha incredibilmente mancato la porta da posizione defilata, sprecando quella che sarebbe potuta essere l’occasione del pareggio.
Con questo risultato il Cagliari scivola al sedicesimo posto, superato dalla Fiorentina — vittoriosa per 1-0 in casa del Verona — che ha raggiunto quota 32 punti. Il margine sulla zona retrocessione si è ulteriormente assottigliato, rendendo ogni punto da qui al termine della stagione potenzialmente decisivo.
Il momento di difficoltà non è certo una novità delle ultime ore. Già a fine marzo il club aveva cercato di scuotere l’ambiente aprendo le porte del CRAI Sport Center di Assemini ai tifosi, invitandoli ad assistere a una seduta di allenamento in vista della trasferta di Reggio Emilia. Un segnale di compattezza che, però, non ha sortito gli effetti sperati sul campo. Nelle stesse settimane si era accesa anche la discussione sul futuro societario: il presidente Tommaso Giulini aveva ammesso la possibilità di un ingresso di nuovi investitori legati al progetto del nuovo stadio, con un coinvolgimento che potrebbe arrivare fino alla maggioranza. Parole che, inevitabilmente, avevano alimentato i dubbi anche sul futuro di Pisacane in panchina, sebbene il tecnico continui a godere della fiducia del club.
Una piccola nota positiva, in questo scenario cupo, era arrivata dal recupero di Andrea Belotti. L’attaccante, fermo dal 27 settembre per la rottura del crociato rimediata nella sconfitta interna contro l’Inter, aveva ripreso ad allenarsi con il gruppo durante la sosta e puntava a dare il proprio contributo già dalla sfida contro il Sassuolo. Un rientro atteso per una squadra che nelle ultime settimane ha mostrato evidenti lacune offensive.
Ora lo sguardo è già proiettato alla sfida di sabato contro la Cremonese, avversaria tutt’altro che in forma: i grigiorossi hanno perso 2-1 in casa contro il Bologna nella giornata appena conclusa, con i rossoblù emiliani che si sono portati avanti di due reti già nel primo quarto d’ora grazie a Joao Mario e Rowe, prima del gol della bandiera di Bonazzoli al 91′. La Cremonese resta ferma a 27 punti, appena tre lunghezze sopra il Cagliari, rendendo il confronto diretto di sabato uno scontro salvezza a tutti gli effetti. Il calendario successivo riserva poi sfide proibitive come Inter, Atalanta e Milan: per i rossoblù, quella contro i grigiorossi potrebbe essere una delle ultime occasioni concrete per muovere la classifica.