Fabio Di Giannantonio
Aggiornato Dom 28 Giu 2026 alle 15:00Fabio Di Giannantonio è stato senza dubbio il protagonista assoluto della prima metà della stagione MotoGP 2026. Il pilota romano del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ha vissuto un campionato in costante crescita, culminato con risultati di altissimo livello che lo hanno consacrato come uno dei riferimenti della griglia. Le ultime notizie lo riguardano però anche fuori dalla pista, con sviluppi importanti sia sul fronte del mercato piloti che nelle vicende del GP d’Ungheria.
Una stagione da protagonista: vittorie, pole e conferme
Il 2026 di “Diggia” è iniziato nel segno della continuità rispetto al finale di stagione 2025, quando aveva già mostrato segnali di grande maturità. Fin dai test invernali a Sepang, il romano aveva lavorato intensamente sullo sviluppo della Ducati Desmosedici GP, provando nuove soluzioni aerodinamiche e raccogliendo feedback preziosi per il team. L’obiettivo dichiarato era chiaro: ripartire da dove si era fermato e costruire una stagione solida.
Le aspettative sono state ampiamente rispettate. La vittoria nel GP di Catalogna a Barcellona ha rappresentato il momento più alto, con Di Giannantonio capace di imporsi in una gara stravolta da due bandiere rosse, cambiando passo nel segmento finale e superando Pedro Acosta in modo decisivo. Si è trattata della sua seconda vittoria in carriera nella classe regina, dopo quella ottenuta a Lusail nel 2023. Il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, ha celebrato il successo con parole significative, sottolineando «l’ulteriore maturità» dimostrata dal pilota romano nel gestire una gara complessa.
Prima di Barcellona, Di Giannantonio aveva già messo in mostra il suo valore con una pole position ad Austin — nuovo record assoluto del circuito — e prestazioni di alto livello in Brasile, dove aveva conquistato un doppio podio nella Sprint e nella gara lunga. Al Mugello, teatro del GP d’Italia, era stato il più veloce nelle prequalifiche del venerdì, confermando un feeling eccellente con la moto. Non a caso, alla vigilia del GP d’Ungheria era l’unico pilota Ducati ad aver superato quota 100 punti in classifica, a 39 lunghezze dal leader del Mondiale Marco Bezzecchi.
Anche lo stesso Pecco Bagnaia ha riconosciuto la superiorità del compagno di marca in questa fase della stagione, ammettendo senza giri di parole: «Siamo realisti. In Ducati stiamo lavorando bene, ma il fatto che Fabio Di Giannantonio si trovi in condizioni migliori con il nostro pacchetto è abbastanza evidente». Una dichiarazione che fotografa con precisione la gerarchia interna alla casa di Borgo Panigale nel 2026.
Il GP d’Ungheria e le grandi manovre di mercato
Il weekend di Balaton Park si era aperto con Di Giannantonio nel ruolo di grande atteso. Alla vigilia della gara ungherese, il pilota romano aveva lanciato la sfida ai rivali, ricordando come nel 2025 avesse già mostrato un livello molto alto su quella pista, caratterizzata da grandi frenate e tratti stretti e lenti. «Con la carica che ci portiamo dietro dal Mugello e con i dati che abbiamo raccolto in Ungheria nel 2025, puntiamo a partire da un’ottima base e tornare sul podio», aveva dichiarato con fiducia.
La gara, però, ha riservato un colpo di scena clamoroso. Il GP d’Ungheria è stato segnato da un maxi incidente alla prima curva, innescato da Jorge Martin che, arrivato troppo veloce in staccata, ha perso il controllo e ha travolto il compagno di squadra Bezzecchi, coinvolgendo anche Fermin Aldeguer e Raul Fernandez. Di Giannantonio, pur rimasto coinvolto nella carambola, è riuscito a ripartire con la sua Ducati, limitando almeno in parte i danni in classifica. Per l’Aprilia, invece, è stata una giornata da dimenticare, con entrambe le RS-GP ufficiali eliminate alla prima curva.
Sullo sfondo del campionato si muovono intanto le grandi manovre in vista del futuro. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, Di Giannantonio sarebbe destinato a passare alla KTM ufficiale nel 2027, anno in cui la MotoGP vivrà anche una rivoluzione tecnica con il passaggio dalle 1000cc alle 850cc. Un’indiscrezione che, se confermata, rappresenterebbe uno dei movimenti di mercato più rilevanti dell’ultimo decennio nel Motomondiale. Il pilota romano lascerebbe così il team fondato da Valentino Rossi dopo tre stagioni, portando con sé un bagaglio di esperienza e risultati che lo hanno trasformato in uno dei piloti più completi della griglia.
A rendere il quadro ancora più interessante è il contesto regolamentare in evoluzione: tra le idee discusse da organizzatori, team e costruttori per il ciclo 2027-2031 c’è anche quella di ridurre da due a una sola moto disponibile per ogni pilota durante i weekend di gara, con l’obiettivo di abbassare i costi. Un cambiamento che, se approvato dalla Commissione GP, modificherebbe profondamente le strategie di tutti i team. Di Giannantonio, nel pieno della sua maturità agonistica, si troverebbe dunque ad affrontare questa nuova era con una moto diversa e in un contesto regolamentare completamente rinnovato.