Secondo il tedesco, il segreto di Sinner va oltre il talento tecnico o atletico
Jannik Sinner è pronto a inseguire un’altra impresa storica: la doppietta Roma-Parigi, riuscita per l’ultima volta a un italiano nel 1976 con Adriano Panatta. A credere nelle possibilità del numero uno del mondo è anche Boris Becker, sei volte campione Slam e già allenatore di Novak Djokovic, convinto che l’altoatesino abbia tutto per riuscirci. “È la parola giusta: storico. Quello che ha fatto sulla terra Sinner sembra normale, ma non lo è. C’è un solo giocatore che ha vinto tre Masters 1000 consecutivi sulla terra battuta: Nadal, il più grande di sempre su questa superficie. Né Djokovic, né Federer, né altri ci sono riusciti”.
Secondo il tedesco, il segreto di Sinner va oltre il talento tecnico o atletico: “Questi ingredienti insieme compongono una miscela esplosiva, ma credo che tutto parta dalla mente. La sua mentalità è impareggiabile. Il 95% dei giocatori, dopo aver vinto Montecarlo o aver iniziato una striscia come la sua, perderebbe un po’ di focus nel torneo successivo. Jannik, invece, è l’opposto: alza il trofeo, si fa una doccia, dorme un po’, e pochi giorni dopo ricomincia subito da capo. Questa è una capacità che ho trovato solo tra i più grandi”.
Il paragone con Djokovic è inevitabile, anche per chi ha lavorato fianco a fianco con il serbo. “Per come sta giocando ora, sì. Però stiamo parlando del giocatore più vincente della storia, quindi per seguire le orme di Novak, Sinner dovrà mantenere questo livello per altri dieci anni. Ma in questo momento non si può negare che stia andando esattamente in quella direzione. Detto questo, non credo sia giusto paragonarlo a qualcuno. Sta costruendo il suo percorso personale, con la sua firma. Sta giocando come il miglior Jannik Sinner di sempre, ed è questo l’unico paragone che dovrebbe contare”.
Ora l’obiettivo si chiama Roland Garros. Tra il trionfo di Roma e l’esordio a Parigi ci sono pochi giorni, e per Becker la gestione delle energie sarà decisiva. “Questa è la sfida più grande. Credo che abbia fatto bene a tornare in montagna, a Sesto Pusteria. È il modo migliore per ricaricare le energie, stare lontano dal rumore e scegliere di stare con la famiglia e gli amici”.
Dopo Parigi, Sinner salterà i tornei preparatori sull’erba prima di Wimbledon. Una scelta che Becker approva senza esitazioni. “No, anzi, speravo proprio che decidessero così. Non importa il risultato di Parigi: ha bisogno di fermarsi. Quello che sta facendo è quasi disumano, lui non è una macchina. Ha bisogno di tempo per recuperare, fisicamente ed emotivamente. Se gioca ogni giorno, l’ispirazione cala. Deve continuare ad amare quello che fa, o rischia di non vincere più”.