Aurelio De Laurentiis

Aggiornato Ven 10 Apr 2026 alle 08:31

Aurelio De Laurentiis è tornato al centro del dibattito calcistico italiano con una serie di dichiarazioni che toccano temi cruciali: il futuro della panchina azzurra, la riforma strutturale del calcio italiano e la gestione del Napoli. Le ultime notizie sul patron partenopeo delineano un presidente sempre più protagonista, non solo nelle vicende del suo club ma nell’intero panorama del calcio nazionale.

Conte ct della Nazionale: De Laurentiis apre, ma con una condizione

La notizia più recente riguarda la possibile candidatura di Antonio Conte alla guida della Nazionale italiana. Dopo che il tecnico salentino, al termine della vittoria contro il Milan, si era di fatto autocandidato al ruolo di commissario tecnico — dichiarando in conferenza stampa che «se fossi il presidente della Federazione mi prenderei in considerazione» — De Laurentiis ha risposto in modo sorprendentemente aperto. «Se me lo chiedesse Antonio penso che direi di sì», ha affermato il presidente del Napoli, aggiungendo però una condizione fondamentale: la presenza di «un interlocutore serio» alla guida della FIGC.

De Laurentiis non ha nascosto il nome del suo candidato ideale per la presidenza federale: Giovanni Malagò, già presidente del CONI, che il patron azzurro considera «ineccepibile dal punto di vista professionale». Secondo De Laurentiis, Malagò sarebbe in grado di rilanciare il calcio italiano in un biennio, grazie alla sua esperienza e alla capacità di «dare piuttosto che prendere». Un endorsement netto, che si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro del movimento calcistico italiano dopo l’ennesima delusione mondiale.

La ricetta di De Laurentiis per il calcio italiano: meno squadre, meno partite

Sul tema della riforma strutturale del calcio, De Laurentiis ha le idee chiarissime e le ribadisce da anni con crescente insistenza. La sua proposta è radicale: ridurre la Serie A a 16 squadre, abolire le Supercoppe disputate all’estero come quella in Arabia Saudita, e liberare tempo prezioso per la preparazione della Nazionale. «Si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori», ha dichiarato a Radio CRC, aggiungendo che «il tatticismo di cui si bea il gioco italiano» non è necessariamente propedeutico al successo internazionale.

Un tema, quello degli infortuni durante le soste per le nazionali, che il presidente del Napoli ha affrontato con toni sempre più accesi nel corso degli ultimi mesi. Il caso Anguissa — rientrato dal ritiro con il Camerun con una grave lesione muscolare — era stato la goccia che aveva fatto traboccare il vaso: «Ora basta», aveva tuonato De Laurentiis, chiedendo che i club abbiano l’ultima parola sulla disponibilità dei propri giocatori per le nazionali e che vengano risarciti in caso di infortuni. Una battaglia che il patron partenopeo porta avanti con coerenza, puntando il dito contro FIFA, UEFA e FIGC, definiti «sistemi immobili in cui nessuno vuol lasciare la poltrona».

La sua visione passa anche per un cambio radicale nel rapporto economico tra club e nazionali: «I miei giocatori sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo e se mi fai un’assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio». Parole che risuonano come un ultimatum al sistema, pronunciate da uno dei presidenti più influenti e longevi del calcio italiano.

Un ciclo vincente e uno sguardo al futuro

Sullo sfondo di queste battaglie istituzionali, De Laurentiis può comunque guardare con soddisfazione ai risultati sportivi del suo Napoli. Nella stagione appena conclusa, il club partenopeo ha conquistato scudetto e Supercoppa italiana — battendo il Bologna 2-0 nella finale di Riyad — raggiungendo un traguardo che mancava dall’era Maradona: due trofei nello stesso anno. «Era dall’epoca di Maradona che non si vincevano due trofei nello stesso anno», aveva commentato lo stesso De Laurentiis dopo il trionfo in Arabia.

Il rapporto con Conte, al centro di voci e speculazioni per mesi, si è rivelato solido e produttivo. De Laurentiis aveva già smentito con fermezza le voci su presunte dimissioni del tecnico, definendolo «un uomo vero, capace di sacrificare ogni secondo della sua vita per la sua professione». Ora, con Conte che ha ancora un anno di contratto e che ha aperto alla Nazionale, il futuro della panchina azzurra torna a essere un tema aperto, destinato a tener banco nelle prossime settimane. Quello che è certo è che De Laurentiis, come sempre, intende avere voce in capitolo su ogni decisione che riguarda il suo club e, sempre più spesso, l’intero sistema calcio italiano.