Atletica
Aggiornato Dom 04 Ott 2026 alle 17:19L’atletica leggera italiana e internazionale continua a regalare emozioni straordinarie, tra record mondiali mozzafiato, imprese giovanili e le ultime novità su campioni come Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi. Le ultime notizie dal mondo della pista e del campo dipingono un panorama ricchissimo, con la stagione 2026 che si sta rivelando memorabile sotto ogni punto di vista.
La notte magica di Zurigo: due record mondiali in quaranta minuti
La tappa di Diamond League a Zurigo ha scritto una pagina indelebile nella storia dell’atletica leggera. In appena quaranta minuti, il mondo ha assistito a due primati mondiali straordinari. Prima il brasiliano Alison Dos Santos ha abbassato il record dei 400 ostacoli a 45″80, migliorando di ben 14 centesimi il precedente primato di Karsten Warholm risalente al 2021, diventando così il secondo uomo della storia a scendere sotto i 46 secondi nella specialità. Poi, trascinata dall’impresa del brasiliano, l’americana Masai Russell ha fermato il cronometro a 12″09 nei 100 ostacoli, battendo il record mondiale di 12″12 di Tobi Amusan del 2022.
Russell ha raccontato di aver vissuto la corsa quasi in trance: ‘Non riesco nemmeno a ricordarla. So solo che la partenza è stata fantastica e poi, quando ho alzato lo sguardo, stavo già tagliando il traguardo’. L’atleta americana ha poi rivelato quanto l’impresa di Dos Santos l’abbia caricata emotivamente: ‘Quando ho sentito che Alison aveva battuto il record del mondo, ho pensato che la pista è davvero qualcosa di speciale. Ero pronta a dare il mio meglio’. La serata magica di Zurigo resterà nella memoria degli appassionati come uno di quei momenti irripetibili in cui lo sport supera ogni aspettativa.
Jacobs e gli Europei di Birmingham: l’ennesimo infortunio
Gli Europei di atletica 2026 di Birmingham hanno rappresentato un appuntamento cruciale per l’Italia, che si è presentata con una spedizione record di 132 atleti. Tra i protagonisti più attesi c’era inevitabilmente Marcell Jacobs, chiamato a difendere il titolo continentale nei 100 metri conquistato a Roma nel 2024. Il velocista azzurro era arrivato alla rassegna continentale con segnali incoraggianti: a inizio giugno aveva corso in 9″99 al Golden Gala di Roma, poi si era migliorato con il 9″96 in Diamond League a Parigi, e il primo luglio aveva addirittura firmato un clamoroso 9″67 con vento oltre il limite ad Eisenstadt.
Tuttavia, il destino ha riservato a Jacobs l’ennesima beffa. La lista degli infortuni di Jacobs si è allungata ancora: nella finale dei 100 metri, il campione olimpico di Tokyo ha accusato un fastidio all’adduttore già al momento del riscaldamento sui blocchi, lo stesso problema che lo aveva fermato prima di Monte Carlo. ‘Sarei stato disposto a rompermi qualsiasi cosa pur di fare questa gara. Sapevo di poter vincere, per come avevo corso la semifinale’, ha dichiarato a RaiSport con amarezza evidente. Una carriera costellata di lampi di genio e interruzioni forzate, che ha visto Jacobs non riuscire a esprimere con continuità il suo enorme potenziale dopo il capolavoro di Tokyo 2021.
A Birmingham ha invece trionfato la britannica Amy Hunt, vera regina degli Europei con la doppietta nei 100 e nei 200 metri. Laureata a Cambridge e allenatasi a Padova con Marco Airale, Hunt è diventata un fenomeno anche fuori dalla pista grazie al suo profilo Instagram seguito da milioni di fan, dove mescola immagini di allenamenti intensi a scatti da vera influencer. Le sue lunghe unghie acriliche dai colori vivaci hanno evocato il ricordo della leggendaria Flo-Jo, icona delle Olimpiadi di Seul 1988.
L’Italia dei giovani e i grandi campioni verso il futuro
Mentre Jacobs lotta con i propri limiti fisici, l’atletica italiana guarda al futuro con ottimismo grazie a una generazione di giovani talenti straordinari. Ai Mondiali Under 20 di Eugene, l’Italia ha vissuto una giornata storica con tre ori in un solo giorno: Daniele Inzoli nel salto in lungo con 7,97 e la staffetta 4×100 mista con il nuovo record del mondo di 41.21, dopo il trionfo di Serena Di Fabio. Risultati che confermano la profondità del movimento azzurro e la qualità del lavoro svolto nei settori giovanili.
Sul fronte dei campioni affermati, Mattia Furlani ha conquistato il titolo mondiale nel salto in lungo ai Mondiali di Tokyo con la misura di 8,39, diventando il più giovane campione del mondo della storia nella specialità, battendo il record di Carl Lewis. Il 20enne romano ha dimostrato ancora una volta di saper dare il meglio nelle grandi occasioni. Anche Gianmarco Tamberi, dopo una stagione difficile culminata con una delusione ai Mondiali di Tokyo, ha già annunciato la ripresa degli allenamenti con la testa rivolta a Los Angeles 2028: ‘Le delusioni si affrontano a muso duro, non si evitano’, ha scritto sui social, confermando la sua proverbiale determinazione. Tamberi guarda già alle Olimpiadi 2028 con la voglia di riscrivere ancora la propria storia.
Infine, una nota di tristezza ha accompagnato questa stagione con la scomparsa di Livio Berruti, leggenda dell’atletica italiana e oro olimpico nei 200 metri a Roma 1960. Il campione torinese, morto all’età di 87 anni, resta uno dei volti più luminosi dello sport italiano del dopoguerra: quegli occhiali scuri indossati nella finale olimpica sono diventati parte della storia, un’immagine che nessun appassionato potrà mai dimenticare.