Aston Martin

Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 10:58

La stagione 2026 dell’Aston Martin si sta rivelando un autentico disastro sportivo, ben al di là delle peggiori previsioni. Le ultime notizie dal Gran Premio di Miami fotografano una situazione drammatica: entrambe le AMR26 non erano state nemmeno classificate ufficialmente nelle qualifiche sprint del venerdì, avendo superato il 107% del tempo di riferimento. Nelle qualifiche del sabato, Fernando Alonso ha fatto segnare il diciottesimo tempo, pagando oltre tre secondi di distacco dalla pole position di Kimi Antonelli, e venendo superato persino dal compagno di squadra Lance Stroll. Un abisso che racconta meglio di qualsiasi parola lo stato di salute di un team che si conferma la grande delusione di questo inizio di campionato.

Il caso Newey e la crisi tecnica della AMR26

Al centro delle ultime notizie sull’Aston Martin c’è inevitabilmente la figura di Adrian Newey, l’ingegnere più celebre del paddock che tutti volevano e che aveva scelto proprio Silverstone dopo il suo addio alla Red Bull. Le aspettative erano altissime: quando a settembre 2024 Lawrence Stroll aveva annunciato il suo ingaggio, definendolo “il migliore al mondo in quello che fa”, sembrava l’inizio di una nuova era. Newey stesso aveva dichiarato di essere “entusiasta” e pronto a sfruttare il cambio regolamentare del 2026 per costruire una vettura vincente. La realtà si è rivelata ben diversa.

I problemi erano emersi già prima dell’inizio del Mondiale, quando l’Aston Martin rischiò di non partecipare al GP d’Australia per la mancanza di batterie, con la power unit Honda rivelatasi inaffidabile fin dai primi test. Newey stesso, allora team principal, aveva ammesso con preoccupazione visibile: “Il punto critico è il numero di batterie che abbiamo a disposizione. È una situazione spaventosa”. Una dichiarazione che suonava come un campanello d’allarme, ma che pochi avrebbero immaginato preludesse a una crisi così profonda.

Dopo appena due gare del Mondiale, il ruolo di Newey come team principal è già tramontato. L’ingegnere britannico resta in Aston Martin come responsabile tecnico e azionista, ma la guida operativa del team passerà a Jonathan Wheatley, ex team principal di Audi. David Coulthard ha sintetizzato bene il problema nel podcast “Up to Speed”: “Avendo lavorato con Adrian per gran parte della mia carriera, non l’avrei mai immaginato come team principal. Ha una grande mentalità tecnica, è un uomo di corse, ma la gestione del team rappresenta un terreno ben più scivoloso per lui”.

Alonso furioso, futuro incerto: le ultime dichiarazioni dello spagnolo

In questo contesto, Fernando Alonso non nasconde la propria frustrazione. Il due volte campione del mondo, che aveva puntato tutto sul progetto 2026 e sulla collaborazione con Newey, si trova ora a guidare una vettura completamente fuori dai giochi. A Miami, dopo le qualifiche, lo spagnolo ha lanciato una frecciata velenosa alla Ferrari, accusandola di godere di un vantaggio sleale grazie ai test illimitati con la Pirelli: “L’unico team che può permettersi il lusso di sapere come andrà in caso di pioggia è la Ferrari. Ma noi non siamo la Ferrari, perciò dovremo imparare a gara in corso”. Parole al vetriolo che rivelano tutta l’amarezza di un pilota che si sente con le mani legate.

Il futuro di Alonso in Formula 1 resta avvolto nell’incertezza. Il suo contratto con l’Aston Martin scade a fine 2026 e lo spagnolo ha dichiarato di non aver ancora preso alcuna decisione: “So che verso l’estate dovrò sedermi a riflettere, ma per ora non ho ancora iniziato”. Tra le opzioni sul tavolo, persino un addio alle corse con la Dakar come possibile prossima avventura. Il suo ex compagno di squadra in Ferrari Felipe Massa ha commentato la situazione con franchezza: “Non sono sicuro che questa stagione se la stia godendo più di tanto. Non credo che Fernando sia un pilota che debba stare in F1 solo per lottare nelle retrovie”. Parole dure, ma pronunciate con rispetto da chi lo conosce bene, aggiungendo: “È stato senza dubbio il migliore contro cui abbia mai gareggiato”.

Il paradosso è stridente se si pensa a quanto ottimismo circondasse il progetto appena un anno e mezzo fa. Alonso aveva accolto con entusiasmo l’arrivo di Newey, dichiarando: “Per me con Adrian l’Aston Martin diventerà il team del futuro”. Oggi quella visione appare lontanissima, e il team verde si ritrova a fare i conti con una vettura che non funziona, una power unit Honda problematica e una leadership tecnica da ridisegnare. Le ultime notizie sull’Aston Martin raccontano di un progetto ambizioso che, almeno per ora, ha mancato clamorosamente tutti i propri obiettivi.