Argentina
Aggiornato Ven 07 Ago 2026 alle 18:01La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina, disputata al MetLife Stadium di New York il 19 luglio, ha consegnato alla storia il secondo titolo mondiale delle Furie Rosse, ma ha lasciato in eredità un groviglio di polemiche sportive, diplomatiche e mediatiche destinato a non esaurirsi in fretta. La Selección di Lionel Scaloni è uscita sconfitta per 1-0 ai tempi supplementari, con il gol decisivo di Ferran Torres al 106′, e ha chiuso la partita anche in dieci uomini per l’espulsione di Enzo Fernandez al 94′. Un epilogo amaro per l’Albiceleste, che nei 90 minuti regolamentari aveva fatto registrare un dato storico quanto impietoso: zero tiri totali, zero tiri in porta.
La partita, le polemiche arbitrali e il futuro di Messi
Sul piano strettamente tecnico, la prestazione dell’Argentina ha lasciato molto a desiderare. Daniele Adani, in diretta su Rai 1 al 90′, ha sintetizzato la serata con una sentenza netta: “La partita è brutta e l’Argentina la imbruttisce. Non è mai, mai ripartita”. Anche Lionel Messi, al suo presumibile ultimo atto iridato, ha faticato enormemente a entrare in partita, toccando il suo primo pallone soltanto al 16′ minuto. Una serata opaca che ha avuto conseguenze anche nella classifica marcatori: Kylian Mbappé, già eliminato con la Francia nella finale per il terzo posto contro l’Inghilterra, ha chiuso il torneo a quota 10 reti, confermandosi capocannoniere con due gol di vantaggio sul numero 10 argentino. La profezia del fuoriclasse del Real Madrid — “Leo segna sempre, segnerà sicuramente contro la Spagna” — è rimasta lettera morta.
Al termine della gara, Messi è scoppiato in lacrime e il suo futuro con l’Albiceleste è avvolto nell’incertezza. Il commissario tecnico Scaloni ha dichiarato di non aver ancora parlato con lui riguardo a una possibile continuazione in nazionale, sottolineando però: “Spero che tutti siano orgogliosi di lui, di ciò che ha realizzato, perché è il miglior calciatore che abbia mai messo piede su un campo”. Con 125 gol in nazionale e tre finali mondiali da titolare — un record assoluto — la Pulce lascia comunque un’eredità impareggiabile.
Non sono mancate le polemiche arbitrali. Al 5′ del primo tempo supplementare, l’arbitro sloveno Slavko Vincic aveva annullato un gol di Nico Williams per un presunto fallo di Mikel Merino su Otamendi, senza ricorrere alla revisione del VAR in un episodio tanto dubbio quanto potenzialmente decisivo. Una scelta che ha scatenato le proteste della panchina iberica e del web. Per l’Argentina, la designazione di Vincic aveva già sollevato interrogativi prima del calcio d’inizio: lo sloveno era stato l’arbitro della clamorosa sconfitta per 2-1 contro l’Arabia Saudita all’esordio dei Mondiali di Qatar 2022.
Rissa, spalle voltate e la bufera dalla stampa inglese
Il post-partita ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco. Al fischio finale, mentre i giocatori spagnoli iniziavano a festeggiare, è scoppiata una rissa a centrocampo: Molina ha colpito Rodri, scatenando un parapiglia in cui Leandro Paredes ha perso il controllo, spingendo a terra Gavi e afferrando per il collo Eric Garcia, venendo poi espulso. Ma l’episodio che ha fatto più discutere è stato l’atteggiamento dell’intera squadra argentina durante la cerimonia di premiazione: mentre la Spagna sfilava per ricevere le medaglie e si preparava a sollevare la Coppa del Mondo, tutti i giocatori e lo staff dell’Albiceleste sono rimasti voltati nella direzione opposta, dando platealmente le spalle ai vincitori. Un gesto che ha suscitato reazioni durissime sui social — “definizione stessa di anticalcio e mancanza di sportività” — mentre i tifosi argentini hanno risposto parlando di partita rubata.
Durante la consegna delle medaglie si è registrato anche un momento di forte imbarazzo politico: il difensore Cristian Romero, ex Atalanta e Genoa, ha ignorato platealmente la mano tesa di Donald Trump, diventando l’unico giocatore — tra argentini e spagnoli — a non stringerla. Trump, incaricato da Gianni Infantino della consegna del trofeo in una novità assoluta rispetto alla tradizione, aveva già vissuto momenti di disagio: all’ingresso in campo era stato accolto da fischi e buu da parte di entrambe le tifoserie, e al momento della festa spagnola si era attardato sul palco, venendo infine invitato a spostarsi dallo stesso Rodri.
A distanza di un giorno dalla finale, le ultime notizie dall’Inghilterra confermano che la ferita sportiva è ancora aperta. La stampa britannica ha infierito sull’Argentina con toni che vanno ben oltre il commento sportivo: il Telegraph ha titolato “Calcio 1, Criminali 0”, il Sun ha parlato di “rissa di strada”, il Daily Star ha elencato i “ventisette sporchi trucchi” dell’Albiceleste. Solo quattro giorni prima, l’Argentina aveva eliminato proprio l’Inghilterra in semifinale con una rimonta, e a fine partita i calciatori argentini avevano mostrato uno striscione con la scritta “Las Malvinas son argentinas”, riaprendo una ferita storica che risale alla guerra del 1982. La vittoria della Spagna ha offerto alla stampa britannica l’occasione per ribadire la propria posizione, ma il tono — più politico-emotivo che sportivo — rivela quanto quella semifinale avesse già assunto per gli inglesi il sapore di un affronto. Il Mondiale si è chiuso con il trionfo della Spagna, ma la polemica attorno all’Argentina è tutt’altro che finita.