Argentina esclusa dal prossimo Mondiale, arriva la dura replica

Articolo di Aldo Seghedoni

Nei giorni scorsi è stata avviata una petizione online per impedire la partecipazione dell'Albiceleste alla prossima Coppa del Mondo.

È passata quasi una settimana dalla finale della Coppa del Mondo che ha visto trionfare la Spagna sull’Argentina. La squadra di Luis de la Fuente ha battuto i ragazzi di Lionel Scaloni per 1-0 grazie alla marcatura nei tempi supplementari di Ferran Torres.

Il cammino dell’Argentina nel torneo iridato, però, secondo molti tifosi è stato agevolato da alcune decisioni arbitrali favorevoli e durante la competizione è stata avviata una petizione online per escludere Lautaro Martinez e compagni dal prossimo Mondiale.

L’obiettivo iniziale era arrivare a 5 milioni di firme ma la raccolta, che ha smesso di crescere dopo la vittoria della Spagna nella finale, si è chiusa con 23.316.108 adesioni stando ai dati pubblicati dagli organizzatori. Durissima la risposta di Javier Milei, presidente dell’Argentina.

“Il problema è che siamo appariscenti e non passiamo inosservati – ha scritto sui social -, sono gelosi di noi e siamo bravi in quasi tutto. Mi dispiace ma qualcuno lo doveva dire. Viva la Argentina, carajo!”.

Ad alimentare il dissenso verso la formazione argentina c’è anche il comportamento di alcuni calciatori dopo il triplice fischio della finale. Leandro Paredes Roberto Ayala, membro dello staff del ct dell’albiceleste Lionel Scaloni, si sono scagliati contro le Furie Rosse. L’ex campione del Valencia ha colpito Dani Olmo prima di essere trattenuto da altre persone.

“Abbiamo visto i nostri giocatori coinvolti in una situazione caotica e siamo andati lì per calmare le cose, non volevo finisse così. La mia intenzione era andare, dividere i giocatori e basta. Poi le emozioni e gli impulsi a volte prendono il sopravvento, ma è una cosa che non dovrebbe succedermi per la posizione che ricopro” ha poi detto Ayala a Televalencia.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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