L'ex difensore del Milan e membro dello staff di Scaloni si scusa
Le immagini della rissa tra argentini e spagnoli al termine della finale del Mondiale 2026 hanno fatto il giro del mondo. Al triplice fischio alcuni giocatori argentini tra cui Leandro Paredes, e membro dello staff del ct dell’albiceleste Lionel Scaloni Roberto Ayala, si sono scagliati contro le Furie Rosse, generando momenti di tensione che hanno inizialmente mitigato la festa in campo degli iberici.
In particolare Ayala ha colpito il giocatore del Barcellona Dani Olmo, prima di essere trattenuto da altre persone. A Televalencia l’ex difensore di Napoli e Milan ha espresso il suo rammarico per quanto successo: “Abbiamo visto i nostri giocatori coinvolti in una situazione caotica e siamo andati lì per calmare le cose, non volevo finisse così. La mia intenzione era andare, dividere i giocatori e basta. Poi le emozioni e gli impulsi a volte prendono il sopravvento, ma è una cosa che non dovrebbe succedermi per la posizione che ricopro”.
“Quando vedrò Olmo mi scuserò con lui di persona, anche se vorrei precisare che non si è trattato di un pugno come si sta scrivendo, ma più di una spinta”, ha concluso.
La FIFA ha annunciato l’apertura di un’indagine disciplinare per fare luce sui momenti successivi alla fine della partita. Intanto il centrocampista della Spagna Gavi a Marca ha ridimensionato la questione: “Non credo debbano essere squalificati. Capisco che non sia un buon esempio per i bambini, ma il calcio ha anche un lato violento. Forse la cosa più logica sarebbe stata espellerli durante la partita, ma alla fine penso che sia tutto calcio e che debba essere così”. Gavi era finito a terra a fine match dopo essere stato spintonato da Paredes.